Galleria Oldrado da Ponte
Lodi
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Carla Battaglia - Giorgio Bernucci
dal 22/9/2012 al 9/10/2012

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Magazzini dell'arte




 
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22/9/2012

Carla Battaglia - Giorgio Bernucci

Galleria Oldrado da Ponte, Lodi

Le opere in mostra sono testimonianza di due maniere diverse di 'fare arte': un percorso dal linguaggio figurativo a quello informale.


comunicato stampa

Due artisti una personale. Questa la proposta artistica in scena nella Galleria di Via Oldrado da Ponte. La mostra ha l’intento di presentare due maniere di “fare arte”. Da una parte suscitare emozioni con il linguaggio figurativo e nello stesso tempo attraverso l’informale astratto suscitare emozioni paritetiche e profonde. Questo l’intendo dei due artisti in mostra. Entrambi emiliani. Carla Battaglia e Giorgio Bernucci, la prima di Reggio Emilia. Attratta dal colore in tutte le sue sfumature, ha sempre coltivato la passione per la pittura, frequentando diversi corsi tra i quali, a partire dal 1999, il corso estivo internazionale che si tiene ogni anno in Danimarca, presso la Scuola d'Arte Kunsthojskolen di Holbaek, con affermati artisti europei. Il colore è la mano espressiva che contraddistingue il suo linguaggio non solo creativo ma emozionale. In pittura il colore gravido di materia sulla superficie della tela ha da sempre attratto l’ interesse e la ricerca di diversi artisti, facile pensare a Rotko se pur nell’artista emiliana la carica squillante assume un’incisività e un geometrismo pastoso dai tratti nervosi, giocato su colori spesso contrastanti.

Il modenese Giorgio Bernucci si forma all’Istituto d’ Arte Venturi di Modena e, successivamente, all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ha seguito il quadriennio di Pittura, prima, e il biennio specialistico di Arti visive. Nelle opere propone scorci urbani, dettagli di architetture e di interni, in cui le forme paiono sciogliersi, liquefarsi, come se il mondo delle cose fosse investito da una vampa che rende tutto plastico e pronto a mutare, o come se noi stessimo guardando il mondo con occhiali che non riescono a mettere a fuoco. I colori hanno una fluida opacità che ne cattura e valorizza i singoli valori cromatici, e Bernucci sa rivisitare tutti i toni, da quelli più algidi a quelli più caldi, quando la luce di un lampione o di una lampada squarcia la penombra e diffonde un alone dorato.

La ricerca di Bernucci va seguita con partecipe attenzione, giacché si colloca in un filone dell’arte contemporanea che vede il ritorno imperioso alla pittura, spesso tuttavia segnato dalle incertezze e dalle angosce del vivere contemporaneo, un riferimento potrebbe essere lo scozzese Peter Doig, in cui la rivisitazione della memoria e del sogno pare l’esperienza in cui potere lenire la visione, e la consapevolezza della devastazione del mondo e della corruzione dei rapporti tra le persone. I due linguaggi apparentemente contrastanti compongono una narrazione di convergenze parallele che sembrano parlare linguaggi diversi ma congiunti nell’intento di un incontro tra colore e parola. Materia e segno. Entrambi comprensibilissimi.

Inaugurazione sabato 22 settembre ore 18.00

Galleria Oldrado da Ponte,
via Oldrado da Ponte 9 Lodi

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