La "terza ondata" fra Sud e Nord
            di Antonio Calbi
 

Teatri 90 porta a compimento il suo progetto triennale di ricognizione sui nuovi gruppi italiani. Lo fa capovolgendo la nuova Italia teatrale, attraverso un gemellaggio con la città di Palermo. La tappa di Milano ha il suo cuore nella sezione dedicata ai gruppi invitati dal Sud; quella di Palermo, che si terrà nel prossimo aprile, avrà il suo centro in una ricognizione dedicata al Nord; con due sottosezioni per i gruppi palermitani e milanesi in trasferta; mentre la danza ha una doppia e complementare vetrina: Men in action a Milano, Women in action a Palermo. La regola che ispira il gemellaggio eagrave; dunque quella della complementarità, e pochi sono i gruppi presenti in entrambe le città.Teatri 90 chiude la sua trilogia con una edizione ancora più ricca e più articolata nelle sezioni, nelle proposte, nei luoghi e nel senso. Ecco un po' di numeri. 32 gruppi invitati, tutti per la prima volta a Milano, se si escludono le formazioni che tornano dalle passate edizioni del festival, ma con nuove creazioni. 37 gli spettacoli in programma: 20 prime nazionali, 5 opere prime assolute, e molte altre sono ancora fresche di debutto. Per un totale di 77 rappresentazioni, a cui sono da aggiungere le performance e gli interventi quotidiani della sezione Attraversamenti. 5 i luoghi della città investiti dall'onda della terza ondata che non accenna a placarsi, per un totale di 10 spazi, attivi per 44 giornate totali nell'arco dei 28 giorni di questo febbraio 99. Un progetto che per la prima volta vede a Milano la collaborazione di quattro teatri e di un centro sociale. Cosicchè l'indagine trasversale sulla nuova generazione ha una sua speculare trasversalità di sinergie in questa città che aspira a rinnovarsi.

L'invito è di curiosare nel programma, di assistere agli spettacoli, soprattutto a quelli poveri, alcuni pure fragili, con uno sguardo che tenga conto del contesto in cui sono nati, che non contempla solo valori estetici e ricerca sui linguaggi, ma pure impulsi etici, forse utopie, molte volte sono sforzi creativi che si scontrano quotidianamente con il diniego o il deserto. Teatri 90, ancora una volta, vuol dar conto di un panorama, e cerca di farlo nel modo più articolato possibile. In questa edizione forse il corpo risulterà meno prorompente, mentre si riaffacciano gli autori: due volte apparirà il fantasma di Amleto, e molte di più aleggerà Beckett, tra Fate turchine e Alice, spuntano Marlowe, Dostoevskij, Eluard e un'eco di Pinter, fra sapori terrosi e pianto rituale.

Infine, non ci resta che esprimere un ringraziamento e un benvenuto. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno permesso di portare a compimento questo progetto tanto ambizioso quanto povero di economie: alle istituzioni, ai teatri, ai gruppi e a tutte le persone che hanno contribuito con passione e militanza. Il benvenuto va naturalmente a tutti gli artisti in arrivo da ogni parte di Italia, agli ospiti, agli operatori e ai giornalisti, e a tutti gli spettatori, attenti, fedeli e curiosi, che hanno decretato il successo delle passate edizioni. Insomma, a tutti un buon "T90 - last edition", perchè la trilogia programmata si congeda insieme al decennio.