Galleria Carla Sozzani
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Sarah Moon
dal 27/2/2002 al 7/4/2002
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Sarah Moon



 
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27/2/2002

Sarah Moon

Galleria Carla Sozzani, Milano

Cento immagini di Sarah Moon che documentano la sua ricerca fotografica degli ultimi dieci anni. Sono immagini prevalentemente in bianco e nero dai toni seppia e alcune a colori. Paesaggi, bambini, fiori, corpi, visi, animali, in cui la rappresentazione non si traduce in forme dai contorni precisi, ma si sfalda in immagini indefinite.


comunicato stampa

La galleria ospita oltre cento immagini di Sarah Moon che documentano la sua ricerca fotografica degli ultimi dieci anni.
Sono immagini prevalentemente in bianco e nero dai toni seppia e alcune a colori. Paesaggi, bambini, fiori, corpi, visi, animali, in cui la rappresentazione non si traduce in forme dai contorni precisi, ma si sfalda in immagini indefinite.

In mostra sono presenti anche immagini di manichini, che fanno parte del catalogo Still, pubblicato dalla Weinstein Gallery di Minneapolis.

Le fotografie della Moon riportano alla sfera dell'emotività, dell'intimo, e mettono in scena una realtà immaginaria, filtrata dal ricordo e dall'inconscio. Il suo linguaggio antinarrativo evoca momenti, sensazioni, coincidenze (Coincidences è appunto il titolo del volume pubblicato da Delpire nel 2001, che raccoglie un'antologia dei suoi lavori).

La luce gioca un ruolo di grande importanza. Il bianco e nero non è mai contrastato, le aree bianche sono sfumate, e creano atmosfere opache e quasi materiche che penetrano nelle tonalità dei neri illuminando l'immagine di una luce diffusa e assorta.
"Sembra che i bianchi e i neri si raggiungano e scompaiano in un punto misterioso in cui sono ridotti esattamente allo stesso valore di 'non' luce", scrive Ilona Suschitsky, pittrice e illustratrice londinese che segue il lavoro della Moon da anni.

Anche quando Sarah Moon affronta il colore, lo piega a diventare parte del suo lessico formale, epurandolo dai suoi contenuti realistici, a tal punto che i soggetti sembrano astratti, quasi frutto di un'apparizione, coerente con il suo mondo creativo.

Biografia
Nasce a Parigi nel 1941. Negli anni '60 è una famosa modella di alta moda.
Dalle apparizioni in passerella alla fotografia il passo è breve: nel 1967 inizia con successo una collaborazione con Cacharel. Nel 1968 diventa fotografa indipendente e lavora per l'editoria (Marie Claire, Harper's Bazar, Nova, Vogue, Elle, Votre Beauté, Stern) e per la pubblicità. Realizza anche spot pubblicitari per Cacharel e un lungometraggio (Mississipi One, 1992).
Dal 1980 inizia ad esporre le sue fotografie in mostre personali e collettive presso gallerie e istituzioni museali a livello internazionale.

Mostre personali (selezione):
Galleria Carla Sozzani, Milano, 2002
Howard Greenberg Gallery, New York, 2001
Michael Hoppen Gallery, Londra, 2001
Maison de la Photographie, Mosca, 2001
Weinstein Gallery, Minneapolis, 2001
Jane Corkin Gallery, Toronto, 1999
Camera Work Gallery, Berlino, 1998
Galleria Carla Sozzani, Milano, 1996;
Centre National de la Photographie, Parigi, 1995
Rencontres Internationales de la Photographie, Arles, 1994
Staley Wise Gallery, New York, 1993
Printemps Ginza, Tokyo, 1989
International Center of Photography, New York, 1983

Bibliografia:
Coincidenze, Contrasto, Roma, 2001
Coincidences, Delpire, Parigi, 2001
Still, Weinstein Gallery, Minneapolis, 2000
Sarah Moon, Nathan, Parigi, collana Photopoche, 1999
Inventario, Università di Salamanca, 1997
Vrais semblants, Delpire, Parigi, 1991
Sarah Moon, Pacific Press Service, Tokyo, 1989
Le petit chaperon rouge, Grasset, Parigi, 1986
Sarah Moon, Pacific Press Service, Tokyo, 1984
Souvenirs Improbables, Delpire, Parigi, 1980

Brani tratti da interviste con Sarah Moon di Ilona Suschitsky e Claude Eveno, pubblicate in Coincidences, Delpire, 2001
COSA SIGNIFICA UNA FOTOGRAFIA
Ogni fotografia è l'ultimo testimone, se non l'ultima testimonianza di un momento che altrimenti sarebbe perduto per sempre; è il senso della perdita e del tempo che passa?..e della morte. [?.]
Nell'azione di cogliere un istante e farlo esistere di nuovo, c'è la vita della morte;
è un po' come l'anima e il corpo, si può dire che il corpo, l'evento, scompare nel momento in cui è colto, ma l'anima resta e la fotografia è l'anima di ogni istante, l'anima di colui di cui abbiamo appena visto la fine?

COME NASCE UNA FOTOGRAFIA
Non posso visualizzare prima una fotografia anche se la devo inventare. Ci penso a lungo, ma è molto mobile e poco concreto come se fosse necessario vederla "dal vero". Solo l'immagine può rivelare quello che hai in testa perché ne è la scoperta?.l'eco. [?.]
Le fotografie che mi interessano di più, non riesco a capire perché le ho fatte. Penso che la mia fortuna sia di avere ancora un inconscio. [?.]
Più di quello che voglio dire, è quello che mi sfugge a svelarmi, ciò che possediamo di più creativo è la parte più vicina all'infanzia.

FOTOGRAFIA E FUGACITA'
Nella fotografia c'è sia la prova che la sua scomparsa. E' un dato di fatto: sono qui il 15 maggio alle 10 e 30 e faccio scattare l'otturatore. E' già un ricordo. Mi piace anche che si possa cancellare col tempo?.. [?.]
Si, mi piace che la fotografia sia vulnerabile ed è vero che le tracce che spesso si iscrivono sulle polaroid sono già i segni del tempo, della decomposizione e la minaccia è già inserita nell'inquadratura. Mi piace che il fotografare sia così fuggevole, qualunque sia il tempo da me impiegato. Quando ci riesco, è come se in quel preciso secondo mi fossi voltata indietro?per un ultimo sguardo?...

FOTOGRAFIA E ARTE
Ho difficoltà a pensare all'arte e alla fotografia proprio perché l'ho sempre praticata come una forma di artigianato e anche perché la parte della casualità mi sembra sempre avere il sopravvento sulla volontà?.in realtà ho la sensazione che sia la continuità, l'affermazione più che la reazione a creare l'opera, la ripetizione piuttosto che la pulsione. Chiunque potrà fare una buona foto perché si è girato al momento giusto in modo del tutto casuale; si potrebbe quasi dire che la ripetizione di questa casualità crea l'opera fotografica.

SULL'USO DEL BIANCO E NERO
Mi sembra che il bianco e nero abbia la tonalità dell'introspezione, una tonalità quasi incolore, ma di bicromia, imprecisa come se fosse più un sentimento che un'immagine; il colore della memoria probabilmente?la mia è sicuramente di un certo tono seppia?.[?.]
Mi chiedo anche se non vedo la realtà in bianco e nero?in ogni caso, per lo più ci penso in termini di luce e ombra, monocromatici?.

SUL COLORE
Il "Colore" è un linguaggio aperto: il linguaggio comune - non ancora trasposto, il linguaggio del reale [?.]
Per me il colore è associato alla pittura molto più che alla realtà.

SULLE FOTO DI MODA
Anche al principio ho sempre voluto sfuggire al linguaggio codificato del glamour. Quello che cercavo era più intimo, erano le quinte ad interessarmi, un diaframma sospeso prima che il gesto si compia, un movimento al rallentatore?come quello delle donne che si allontanano di spalle.
_________________

inaugurazione mercoledì 27 febbraio 2002 dalle ore 19.00 alle ore 22.00
Sarah Moon sarà presente all'inaugurazione

martedì, venerdì, sabato, domenica, ore 10.30 - 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 - 21.00
lunedì, ore 15.30 - 19.30

Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10 - Milano
Tel. 02.653531 - fax. 02.6592015

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