Castello di Rivoli
Rivoli (TO)
piazza Mafalda di Savoia
011 9565222 FAX 011 9565231
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Una stanza tutta per se'
dal 1/4/2008 al 18/1/2009
mar-gio 10-17 ven, sab e dom 10-21
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Manuela Vasco




 
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1/4/2008

Una stanza tutta per se'

Castello di Rivoli, Rivoli (TO)

La mostra indaga il valore positivo della solitudine sia come condizione legata al segreto momento dell'ispirazione artistica, sia come irripetibile momento di incontro privato tra l'opera e l'osservatore. Riunendo attorno a questo tema una ventina di artisti, protagonisti della scena internazionale, l'esposizione presenta 40 opere e grandi installazioni, realizzate dagli anni '60 ad oggi da Franz Ackermann, Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Olafur Eliasson, Marisa Merz, Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Paola Pivi, Pipilotti Rist, Ettore Spalletti, ecc. A cura di Marcella Beccaria.


comunicato stampa

---english below

A cura di Marcella Beccaria

Una stanza tutta per sé, mostra collettiva a cura di Marcella Beccaria, prendendo spunto dal titolo dell’omonimo scritto di Virginia Woolf, indaga il tema della solitudine, analizzandone l’importanza in ambito creativo. Riunendo attorno a questo tema una ventina di artisti, protagonisti della scena internazionale, la mostra presenta quaranta opere e grandi installazioni, realizzate dagli anni Sessanta ad oggi, alcune delle quali create appositamente per questa occasione, altre presentate per la prima volta, altre ancora ormai considerate pezzi storici nella produzione degli artisti.

Espongono: Franz Ackermann, Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Alan Charlton, Jan Dibbets, Olafur Eliasson, Marisa Merz, Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Paola Pivi, Pipilotti Rist, Ettore Spalletti, Marijke van Warmerdam, Francesco Vezzoli, Lawrence Weiner.

La quasi totalità delle opere in mostra è parte della collezione permanente del museo grazie al Progetto Arte Moderna e Contemporanea della Fondazione CRT.
“La mostra – scrive Marcella Beccaria – indaga il valore positivo della solitudine sia come condizione legata al segreto momento dell’ispirazione artistica, sia come irripetibile momento di incontro privato tra l’opera e l’osservatore. Immergendo gli spettatori in ambienti capaci di stimolare più sensi, le opere in mostra rimandano alle condizioni ricercate da ciascun artista per alimentare la propria creatività e alla tensione verso un contatto esclusivo con ciascun visitatore.”

Il percorso espositivo inizia al secondo piano del Castello nel grande salone dove Giulio Paolini presenta Stanza 18 (Il momento della verità), 1964 – 2008, ideata in occasione della mostra, monumentale e complessa installazione realizzata con le undici opere presenti nella collezione del museo. Con un’originale e inedita rilettura del proprio percorso creativo, dagli esordi al presente, l’artista invita metaforicamente i visitatori all’interno del suo studio.

Seguendo il percorso, nella sala 19 Giuseppe Penone espone Respirare l’ombra, 1999, importante opera che segna una svolta nella ricerca dell’artista. L’installazione è una stanza ricoperta di foglie di alloro che saturano l’ambiente con il loro aroma. Al centro, un polmone in bronzo dorato, unica traccia umana.
Nella sala 20 sono esposti i lavori di Jan Dibbets, protagonista della ricerca concettuale di area europea, con tre lavori Comet Land/Sky/Land 6-72° (Cometa terra/cielo/terra 6-72°), 1973; Barcelona Window (Finestra di Barcellona), 1989 – 1990; e Tollebeek Spring II (Primavera a Tollebeek II), 2000 entrati recentemente in collezione e mai esposti. Completa la sala dedicata all’artista Spoleto Floor (Pavimento di Spoleto), 1981.

Nella sala successiva è esposta Five Vertical Parts (Two Greys) Cinque parti verticali (Due grigi), 2001, di Alan Charlton, altro esponente del concettuale. La grande opera è composta da cinque elementi monocromi, rigorosamente grigi, attraverso i quali l’astrazione suggerisce una condizione di attenzione e autoriflessione.
Proseguendo il percorso troviamo la videoinstallazione Roeren in de Verte (Agitazione in lontananza), 2004, di Marijke van Warmerdam. L’artista olandese si è imposta all’attenzione della critica alla Biennale di Venezia del 1995. Ha partecipato alle principali rassegne internazionali tra cui Quotidiana che si è tenuta al Castello di Rivoli nel 2000. Il lavoro di Marijke van Warmerdam invita il visitatore ad un’analisi dello spazio esistenziale, contrapponendo l’interno di una stanza all’esterno sul quale è affacciata.

La sala 23 ospita l’opera di Stefano Arienti, Chimica organica, 1988. L’artista italiano, uno dei più interessanti nell’ambito della ricerca sui sistemi di comunicazione e della cultura di massa, trasforma oggetti del vivere quotidiano in opere. In Chimica organica un vecchio testo universitario, tramite l’intervento dell’artista, diviene una forma scultorea capace di definire una personale visione dello scorrere tempo all’interno del proprio studio.

L’arte di Marisa Merz è legata alla contemplazione solitaria di situazioni esistenziali uniche come nella sua opera Senza titolo, 1997. In essa, elementi primari come piombo e cera danno forma ad un violino, parte di una piccola fontana che, metafora della musica, con il suono creato dal fluire dell’acqua, concorre a creare un dialogo intimo con ciascun visitatore. Se nell’opera di Marisa Merz la solitudine viene evocata da una delicata poetica, in Lampadina, 1962 – 1966, quadro specchiante, opera storica di Michelangelo Pistoletto, l’incontro con ogni singolo osservatore avviene grazie alla superficie riflettente. L’opera è sospesa fra realtà e rappresentazione che si dispiega in una dimensione determinata dal mutare di ciò che è riflesso.

Per percorsi di tutt’altro segno operano Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen con Houseball (Casa palla), 1985, grande installazione di oltre tre metri di diametro, che rimanda all’idea di una stanza portatile in cui è racchiuso tutto il mondo, pronta all’uso, eleggendo l’ambiente domestico a luogo di giocosa libertà. Nella sala 28 sono esposti cinque lavori fotografici di Paola Pivi, artista che ricerca spesso condizioni di estrema solitudine creativa. Le opere in mostra fanno riferimento all’assurda realtà provata dall’artista nella remota isola di Alicudi. La dimensione solitaria del ricamo è la fonte di ispirazione dell’universo creativo di Francesco Vezzoli. In Greatest Hits – Milva Canta Bruce Nauman "Vattene dalla mia mente! Vattene da questa stanza! (Get Out of My Mind! Get Out of This Room!)", 2005, la voce di Milva reinterpreta una nota opera sonora di Bruce Nauman relativa al complesso rapporto tra lo spazio privato dell’artista e quello del pubblico. Secondo la pratica di Vezzoli, l’idea della citazione è completata da un ritratto ricamato di Nauman e da un lavoro al neon.

Emblematica, per la ricerca espressiva di matrice concettuale, è l’opera di Lawrence Weiner …IN AS MUCH AS / IN AS MUCH AS… (…PER QUANTO/PER QUANTO…) realizzata negli anni Settanta. Con la grande scritta su muro l’artista visualizza il proprio pensiero nell’uso del linguaggio come elemento capace di disegnare un luogo.

Con Head n.2 (The Studio) (Testa n.2 - lo studio), 1997 – 1998, Massimo Bartolini presenta, nella sala 31, una stanza che da luogo fisico diventa luogo mentale, astrazione dell’isolamento necessario alla creazione.
Il percorso espositivo prosegue con Cinquante Fifty (installation for a parking lot) (Cinquanta Cinquanta – installazione per un parcheggio), 2000, di Pipilotti Rist. L’artista, una delle più importanti esponenti della ricerca sui linguaggi della società della televisione, ha realizzato una videoinstallazione in cui viene evocata la solitudine nello spazio urbano, immergendo i visitatori in una visione che coniuga situazioni quotidiane e, allo stesso tempo, irreali.
Nella sala successiva i lavori di Ettore Spalletti invitano i visitatori, attraverso l’uso del colore, ad avvicinarsi ad una dimensione spirituale che, in quanto tale, non può essere che individuale.

La mostra prosegue al primo piano con una nuova installazione di Franz Ackermann, artista che alterna continui viaggi di ricerca alla solitudine creativa dello studio. La selezione include una nuova pittura murale e Map of the World (Mappa del Mondo), 2007, installazione ispirata al luogo ove G.B. Shaw si ritirava per scrivere i suoi testi senza essere disturbato.

La rassegna si conclude nella Manica Lunga con un’opera che è divenuta emblematica del riuscito rapporto fra creazione artistica e spazio espositivo, e come il luogo, il Castello, la possa ispirare. L’opera Your Circumspection Disclosed (La tua circospezione svelata), 1999, ideata appositamente da Olafur Eliasson per una sala della Manica Lunga, fu inizialmente presentata nell’ambito della programmazione della “Sala Progetto” nel 1999. In concomitanza con la mostra Una stanza tutta per sé, l’opera diventa parte della collezione del Castello. Ispirata all’idea di camera oscura, l’installazione permette a ciascun visitatore un accesso diretto, unico, irripetibile al meccanismo della visione, trasformato in ambiente percorribile all’interno del quale ciascun visitatore diventa protagonista.

La mostra propone inoltre una riflessione sulla collezione del Castello di Rivoli, costruita in base al concetto di “sala monografica”, principio adottato anche per l’allestimento. Dopo la mostra Dalla terra alla luna: metafore di viaggio, la rassegna Una stanza tutta per sé rappresenta un ulteriore capitolo nell’ambito di una valorizzazione del patrimonio del Castello attraverso esposizioni tematiche incentrate sulla collezione, atte a fornire a pubblico e critica rinnovati strumenti di lettura della stessa.

Immagine: Francesco Vezzoli
Greatest Hits – Milva Canta Bruce Nauman "Vattene dalla mia mente ! Vattene
da questa stanza! (Get Out of My Mind ! Get Out of This Room!)"
(GreatestHits – Milva Sings Bruce Nauman "GetOut of My Mind! Get Out of This
Room!"), 2005
insegna al neon, suono, stampa laser su tela con ricamo metallico, cornice
dell'artista / neon, sound, laser print on canvas with metallic embroidery,
frame by the artist
dimensioni determinate dall’ambiente / dimensions determined by the space
Courtesy Galleria Giò Marconi, Milano
Proposta d'acquisto / Acquisition proposal

Ufficio Stampa, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
tel. 011.9565209-211, fax 011.9565231
e-mail: press@castellodirivoli.org,
s.bertalot@castellodirivoli.org

Anteprima per la stampa: lunedì 31 marzo 2008 – ore 11.30
Inaugurazione 1 aprile alle 19

Castello di Rivoli
p.zza Mafalda di Savoia, Rivoli (TO)
da martedì a giovedì ore 10.00 – 17.00
venerdì, sabato e domenica ore 10.00 – 21.00
Ingresso € 6.50 intero, € 4.50 ridotto

---english

A Room of One's Own

Curated by Marcella Beccaria

A Room of One’s Own, a group show curated by Marcella Beccaria and inspired by the title of the homonymous essay by Virginia Woolf, explores the theme of solitude, analyzing its importance in the creative realm. Focusing on this theme, the exhibition brings together about twenty artists of international stature and includes forty works and large installations, dated from the Sixties to the present. Some pieces have been created specifically for this occasion; others are being shown for the first time, and most of them belong to the Castello’s collection, thanks to Fondazione CRT’s Project for Modern and Contemporary Art.

“The exhibition - Marcella Beccaria writes - explores the positive value of solitude, both as a condition tied to the secret moment of artistic inspiration, and as an unrepeatable moment of private encounter between the work and the observer. Immersing viewers in spaces capable of stimulating various senses, the works in the show refer to the conditions sought by each artist to nurture his or her creativity, and to an intention to seek direct contact with each visitor.”

Artists: Franz Ackermann, Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Alan Charlton, Jan Dibbets, Olafur Eliasson, Marisa Merz, Claes Oldenburg and Coosje van Bruggen, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Paola Pivi, Pipilotti Rist, Ettore Spalletti, Marijke van Warmerdam, Francesco Vezzoli, Lawrence Weiner.

The exhibition has been made possible with the support of Fondazione CRT

For information
Press Office, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, tel. +39/011.9565209 - 211, fax +39/ 011.9565231
e-mail: press@castellodirivoli.org , s.bertalot@castellodirivoli.org

Press preview: Monday, March 31, 2008 - 11:30 a.m.

Castello di Rivoli
Museo d'Arte Contemporanea
Piazza Mafalda di Savoia - 10098 Rivoli (Torino) - Italy

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