Galleria Continua
San Gimignano (SI)
via del Castello, 11
0577 943134 FAX 0577 940484
WEB - EMAIL - LINEA DIRETTA
Due mostre
dal 5/11/2005 al 14/1/2006
dal Martedi' al Sabato dalle ore 14 alle 19

Segnalato da

Silvia Pichini




 
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5/11/2005

Due mostre

Galleria Continua, San Gimignano (SI)

Carlos Garaicoa: Things That Happen When Life Goes Very Wrong; un gruppo di nuove opere e un grande intervento site specific che occupa interamente lo spazio della galleria. Si offre una visione dall'alto costituita da un percorso di punti luminosi che compongono la veduta area di una citta'. Il nucleo centrale della mostra Sottolineature di Sabrina Mezzaqui, si sviluppa attorno a 3 racconti. Nei lavori esposti si ritrova la leggerezza che contraddistingue la sua ricerca, la gestualita' ripetuta, la riappropriazione del tempo e del rito. L'artista si misura in questo caso con la carta, la pagina di un libro; esposto anche il video 'Linee'.


comunicato stampa

CARLOS GARAICOA
Things That Happen When Life Goes Very Wrong

Galleria Continua è lieta di presentare la seconda mostra personale dell'artista cubano Carlos Garaicoa.
Things That Happen When Life Goes Very Wrong presenta un gruppo di nuove opere che trovano il motivo principale nel grande intervento site specific realizzato nello spazio della platea del cinema, cuore della galleria.
L'opera 'De Como la tierra se quiete parecer al cielo', idealmente complementare a quella recentemente presentata alla 51° Biennale di Venezia, occupa interamente lo spazio, offrendosi ad una visione dall'alto che si definisce attraverso un percorso costituito da punti luminosi che compongono la veduta area di una città. La città diviene un'apparizione fluttuante sotto gli occhi dello spettatore, accensioni luminose che galleggiano, laddove a Venezia i fasci di luce andavano a costruire, a segnare, a delimitare nettamente uno spazio.
Una visione onirica che riverbera il suo potenziale ipnotico su tutta la mostra che primariamente si articola attorno al serrato confronto luce ombra, ribadito dai lightbox in cui su un fondo nero si stagliano tramonti urbani come improvvise accensioni di luce o nei disegni, continue divagazioni intorno all'idea di città utopica.
Utopia, quella della città che si allarga ad una mappatura ordinata nell'opera 'El mapa del viajero', in cui l'artista delinea la possibile mappa di una città invisibile, costituita dalle parole dei grandi narratori di viaggio, una raccolta di pezzi di carta fermati da puntine di metallo raffiguranti piccole architetture. Emerge così la visione di una nuova città, trasversale a luoghi riconoscibili, tenuta insieme da una volontà ordinatrice delle parole che hanno originato utopie urbane condivisibili.

Carlos Garaicoa si è affermato già da alcuni anni come uno dei più interessanti giovani artisti a livello internazionale. Nel suo lavoro fa uso di media diversi, dalla fotografia, utilizzata da sempre come strumento di denuncia sociale, al disegno, al video e alla scultura fino alle installazioni museali di grande impatto visivo ottenute dall'assemblaggio di lampade, oggetti di vetro e candele. Nel suo lavoro racconta una storia carica di memorie urbanistiche e architettoniche, descrive la sua Cuba e ne fa un ritratto realistico, appassionato, quasi antropologico ma anche poetico, carico di ricordi, di spazi e luoghi dimenticati. L'architettura nel lavoro dell'artista è pensata anche come architettura possibile, luogo che può essere ripensato e reinventato. Dal contrasto tra utopia e realtà nascono tutta una serie di opere 'progettuali', qui il modello di indagine si espande passando da L'Avana ad altre città. 'Il mio lavoro è un dialogo continuo con lo spazio pubblico di ambienti differenti (per esempio, di New York, delle città dell'Africa, delle metropoli europee), non solo con l'Avana. Il progresso e la diffusione del fenomeno visivo degli ultimi dieci-quindici anni, hanno amplificato le possibilità di riflessione sullo spazio pubblico, permettendo così questo dialogo fondamentale tra arte e città'.
Commentando l'opera 'De Como la tierra se quiete parecer al cielo' Roberto Pinto scrive: 'La città assume ancora una volta una valenza simbolica, come spazio di passaggio, di relazione, ma, mai come in questa occasione, diventa importante il racconto che ne scaturisce, quasi che tutta questa messa in scena sia allestita solo per farci sentire protagonisti del nostro racconto personale, intimo. L'immaterialità di queste immagini, la transitorietà di queste figure fragili, sempre sul punto di sparire proprio davanti al nostro sguardo assorto, sono metafore della condizione della città, ma ancor più della situazione umana, che ci trova incapaci di far fronte alla complessità di un mondo sempre più mediatico e virtuale'.

Carlos Garaicoa (nato a L'Avana 1967, città dove vive e lavora).
Tra le principali mostre si ricordano:
2005- New photography, Moma, New York/ II Tirana Biennale/ Los Angeles M.O.C.A / Aspen Art Museum/ I Moscow Biennale/Galeria Luisa Strina, Sao Paulo/Galeria Habana, La Habana/ Monaco Contemporary Art Prize, Montecarlo/ Art Unlimited, Art Basel 36-Galleria Continua/ Yorkshire Sculpture Park/Insite Tijuana, San Diego/ Oriel Mostyn Gallery, Wales. 2004- Palazzo delle Papesse, Siena/ XXVI Sao Paulo Biennale. 2003-Casa de America, Madrid/ Sala Montcada, Fundacion La Caixa, Barcelona/ VIII Bienal de La Habana. 2002-Documenta XI, Kassel/ Galleria Continua, San Gimignano/ Sonsbeek 9, Arnhem/ I Yokohama Triennale.

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SABRINA MEZZAQUI
Sottolineature

Galleria Continua è lieta di presentare nello spazio dell'Arco dei Becci la terza mostra personale dell'artista italiana Sabrina Mezzaqui.
Il nucleo centrale della mostra Sottolineature si sviluppa attorno a tre racconti che l'intervento dell'artista materializza in opere.
Nei lavori presentati ritroviamo la leggerezza che contraddistingue la sua ricerca, la gestualità ripetuta e maniacale, la riappropriazione del tempo, del rito attraverso l'esercizio reiterato, la concentrazione e l'isolamento in cui nascono le opere.
Sabrina Mezzaqui si misura sempre con materiali fragili, poco appariscenti, in questo caso la carta, la pagina di un libro ma anche le parole, i significati che sottendono i testi, le pause, i silenzi che si nascondono tra le frasi. Un passaggio di 'Inter-essere' del monaco tibetano Thich Nhat Hanh che dà il titolo anche ad una delle opere in mostra, ben riassume lo spirito con cui l'artista ha avvicinato e fatto propri questi scritti: 'Nel foglio di carta è presente ogni cosa: il tempo, lo spazio, la terra, la pioggia, i minerali del terreno, la luce del sole, la nuvola, il fiume, il calore... Questo foglio, così sottile, contiene tutto l'universo". L'opera nasce dall'osservazione della vita, dall'essere in armonia con l'universo nelle sue manifestazioni più quotidiane e minute.
Con Sottolineature Sabrina Mezzaqui affronta il tema dell'immaterialità, le opere quasi galleggiano nello spazio, leggere, incorporee, attraversate dalla luce, sospese, dense solo di pensiero e di spirito. Nel video 'Linee' l'impalpabile e trasparente tessuto di una tenda mossa dal vento definisce col sole una linea mobile e sinuosa; linea astratta, sbavata, quasi illeggibile e decorativa diventa anche il testo di 'La pagina bianca', trascrizione a inchiostro nero su carta velina di 'Ultimi racconti' di Karen Blixen.

Nelle parole dell'artista, l'intenzione che guida la mostra:
Sottolineature, oltre che di testi, anche di modalità del fare (tagliare, ricalcare, intrecciare,...). In questo senso non c'è niente di nuovo.
Lavorando ho scoperto dei rimandi tra i singoli lavori (la tenda del video Linee e il velo de La pagina bianca, per esempio), così come sentivo gli echi che collegano i tre racconti presentati (una particolare attenzione al supporto, alla pagina, al foglio come spazio di silenzio, il bianco che simboleggia il vuoto, l'indicibile...).
Le mie interpretazioni di queste pagine sottintendono l'invito a leggerle.

Un anziano disse: "I profeti hanno scritto i libri; sono venuti i nostri padri e li hanno messi in pratica; quelli dopo di loro li hanno imparati a memoria; infine è venuta questa generazione che li ha copiati e li ha riposti inutilizzati sulle mensole".
(da Detti editi e inediti dei padri del deserto, ed. Qjqajon)

E' difficile lavorare sull'immaterialità, forse è possibile solo tramite indicazioni o accenni.
Labilità: qualcosa che viene meno facilmente. Al limite della sparizione.
(Anche togliere, anziché aggiungere.)

Contemplare [vc. dotta, lat. contemplari 'trarre qualche cosa nel proprio orizzonte', da templum 'spazio' o circolo di osservazione che l'augure descriveva col suo lituo per osservare nell'interno di esso il volo degli uccelli]
(da Il Nuovo Zingarelli – Vocabolario della lingua italiana, ed. Zanichelli)

I racconti mi sono stati donati, così come alcune carte particolari che ho utilizzato, e anche la musica del video. Devo quindi ringraziare Giuseppe Barile, Melissa Pignatta, Bruna Pastro, Claudia Losi e Silvia Sabbioni. E per la collaborazione Silke De Vivo, Rino Conobbi e Stefano Biagi.

Immagine: Sabrina Mezzaqui dal video 'Linee'.

Per ulteriori informazioni sulla mostra e materiale fotografico:
Ufficio stampa Silvia Pichini Tel. 347 4536136 e-mail press@galleriacontinua.com

Inaugurazioni sabato 5 novembre 2005 dalle 18

CARLOS GARAICOA
Things that happen when life goes very wrong
Via del Castello 11 ­ San Gimignano

SABRINA MEZZAQUI
Sottolineature
Arco dei Becci 1 - San Gimignano

GALLERIA CONTINUA
Via del Castello 11 San Gimignano Italia Tel. +39 0577 943134
mar-sab ore 14-19 / fino al 14 gennaio 2006

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