Galleria Continua
San Gimignano (SI)
via del Castello, 11
0577 943134 FAX 0577 940484
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Due mostre personali
dal 9/10/2004 al 6/1/2005
0577 43134 FAX 0577 940484
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Segnalato da

Silvia Pichini




 
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9/10/2004

Due mostre personali

Galleria Continua, San Gimignano (SI)

Luca Pancrazzi: Uno a uno / Margherita Morgantin: Codice sorgente. ''Guardo il mondo, e mi osservo attraverso la proiezione attiva, appartengo a questa attività, sino a che sono io il soggetto dell'osservazione. Sono il mondo che osserva qualcuno in sua osservazione'' (L. Pancrazzi). La delicata quanto violenta poetica di Margherita Morgantin si esprime attraverso fotografie e opere video spesso realizzate con un susseguirsi di sequenze fotografiche, dissolvenze, sovrapposizioni, pause


comunicato stampa

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Luca Pancrazzi / Margherita Morgantin

Luca Pancrazzi
"Uno a uno"

Luca Pancrazzi ci offre attraverso questa mostra personale la possibilità di riflettere sulla percezione. Si parte da un assunto tanto semplice quanto sottile: guardare è essere sguardo. Questo esercizio di osservazione Pancrazzi lo mette in pratica da sempre; in un ciclo di opere 'Il paesaggio ci osserva' inizia un processo di immedesimazione nel paesaggio che lo porterà ad un ribaltamento della realtà: l'artista stesso diventa paesaggio che osserva. Il limite tra dentro e fuori viene così superato: "Guardo il mondo, e mi osservo attraverso la proiezione attiva, appartengo a questa attività, sino a che sono io il soggetto dell'osservazione. Sono il mondo che osserva qualcuno in sua osservazione" (L. Pancrazzi). L'opera si compie dunque attraverso la misurazione delle nostre parti più profonde proiettate all'esterno, uno scambio continuo di ruoli che fa venir meno qualsiasi rigida distinzione tra interno e esterno.
Proprio in quest'ottica si legge una delle opere presentate a San Gimignano, 'Lentino Non troppo' (2003/04), un lentino tipografico contafili fuori scala dove la relazione che si stabilisce tra l'oggetto e l'osservatore suggerisce la possibilità che siamo noi il soggetto di una osservazione. Ancora una volta vogliamo utilizzare le parole dell'artista per comprendere più a fondo le dinamiche della sua ricerca: "Lo spazio tra il mondo osservato e l'osservatore continua in profondità all'interno, in quella parte elaborativa tra l'occhio e il cervello. La percezione del mondo passa principalmente attraverso questi organi in un flusso continuo in entrambe le direzioni per una illimitata messa a punto di riferimenti cambiamenti della realtà dinamica." Sin dalle prime opere Pancrazzi lavora sulla realtà dinamica, sugli spostamenti, sulle infinite imperfezioni, sulle differenze di scala e variazioni. I monocromi della serie 'Fuori registro' ben evidenziano l'eccezionale capacità a cogliere il movimento elaborativo che viene continuamente restituito con "infedeltà millimetrica rispetto al reale in quanto soggettivo e variabile col variare del tempo atmosferico interiore". Nei nuovi lavori qui presentati il soggetto 'ritratto' sono le finestre dello studio dell'artista e la griglia intrecciata dell'esterno. L'allenamento alla visione Pancrazzi lo sviluppa anche attraverso una serie di disegni che non a caso chiama "Disegni della concentrazione e della dispersione" che lui stesso definisce "la mia ginnastica da studio". Sguardi che raccontano un paesaggio in mutevole inafferrabile trasformazione nel tentativo di cogliere un insieme ma anche nella consapevolezza di scontrarsi sempre e comunque con l'idea di limite. E ancora di paesaggio si tratta quando ci troviamo di fronte a un grande monocromo arancione. Conoscendo l'opera di Pancrazzi, la sua attenzione da sempre nei confronti della parola e del linguaggio, non ci stupirà scoprire che ogni riferimento ad una iconografia tradizionale di paesaggio viene qui abbandonata per lasciar posto ad una frase 'Linea del cambiamento di data', "descrizione scritta di un paesaggio che riporta ad una macroscala di convenzione, o piuttosto ad una scala da atlante geografico". Il dipinto è realizzato utilizzando due diverse marche di ossido di piombo, una differenza di toni, ancora una volta quello scarto su cui l'artista ci invita a riflettere e che, in questo come in altri casi, non è assolutamente trascurabile perché solo grazie a questo ci è possibile leggere l'opera. E prima di lasciare il visitatore alla scoperta privata del ricco percorso espositivo che Pancrazzi ci ha voluto regalare con questa mostra ci vogliamo ancora brevemente soffermare su 'Skip Intro' un video dove "una telecamera si smonta pezzo pezzo e si rimonta rimanendo soggetto immobile e inerme". E se il nostro sguardo va appena poco oltre ciò che oggettivamente appare ci troviamo di fronte ad una "planimetria urbana in uno sviluppo spontaneo".


Margherita Morgantin
"Codice sorgente"

Unica artista italiana selezionata per la programmazione video dell'ultima edizione di Art Film Basel ma già presente in collezioni straniere grazie alle collettive realizzate a Parigi e a Londra Margherita Morgantin è una delle più interessanti rappresentanti del panorama artistico italiano di questi ultimi anni. Le opere fotografiche dell'artista così come scrive Emanuela De Cecco in uno dei suoi testi critici "sono tracce di performance transitorie nello spazio urbano. I set sono luoghi interstiziali, territori sconnessi, angoli di città irriconoscibili. Margherita Morgantin esplora la condizione del quasi niente, l'estetica del vuoto, individua come scenari per tradurre in fotografia le sue azioni gli spazi sfuggiti per inerzia alla macchina della produzione... Qualcosa di inaspettato, trame sottili come i desideri. Azioni semplici, anche solo suggerite, a volte è sufficiente un gesto, uno sguardo, l'atto del guardare." I personaggi che incontriamo nelle sue opere rispettano i toni del racconto nel loro 'essere fuori luogo', sospesi in una dimensione di confine tra realtà e immaginazione, incubo e sogno. La delicata quanto 'violenta' poetica di Margherita Morgantin si esprime attraverso fotografie e opere video anche queste spesso realizzate con un susseguirsi di sequenze fotografiche, dissolvenze, sovrapposizioni, pause. Talvolta una colonna sonora aiuta a seguire la narrazione che comunque risulta volutamente e sempre frammentaria e atemporale. In questo sta l'incanto delle storie che ci racconta la giovane artista veneziana, perennemente sospese tra favole, sogni e realtà. Sta dunque allo spettatore ricostruire le parti mancanti, colmare i vuoti e i silenzi che si insinuano nel racconto scoprendo in questo modo un mondo di possibilità, di altre storie, di altri luoghi.

Tratti veloci, linee sintetiche e essenziali caratterizzano i disegni della Morgartin. Vissuti dall'artista come una sorta di diario queste immagini con estrema incisività riassumono stati d'animo, impressioni, situazioni e si pongono come premessa all'elaborazione successiva del lavoro non rinunciando però alla forza dell'opera in sé già compiuta.

"Codice sorgente 1, videoproiezione DVD bianco e nero/colore 4'00", no audio 2004. Le immagini di questo lavoro vengono da un'isola dell'Estonia dove sono andata a vedere il taglio dei boschi, e tutto il processo della produzione di legnami, che conosciamo sotto forma di fiammiferi, pagine di quaderno, matite, librerie Ivar, legni per il caminetto, assi". (M. Morgantin)


Allestita in galleria anche una grande installazione di Chen Zhen del 1997:
Prayer Wheel ­ 'Money makes the Mare Go' (Chinese Slang) 1997
abachi cinesi, calcolatrici, registratori di cassa, metallo, legno, impianto sonoro, carta, rivelatore di presenza cm 600 x 700 x 280 (ruota: cm 240 x 240 x250)

Il lavoro è stato esposto per la prima volta (e realizzato appositamente) al PS1 di New York, in occasione della sua riapertura (ottobre 1997-marzo 1998), all'interno di una mostra collettiva. Poi è stato esposto alle seguenti mostre personali:
15 giugno-10 novembre 2002
Résidence-Résonance-Résistance, curata da Alain Julien Laferrière al CCC-Centre de création contemporaine, Tours (France)
28 febbraio-18 maggio 2003
Chen Zhen. Un artista fra oriente e occidente curata da Jean-Hubert Martin PAC-Padiglione d'arte contemporanea Milano
21 giugno-21 settembre 2003
Résidence-Résonance-Résistance, curata da Maïté Vissault Westfälishes Landesmuseum für Kunst und Kulturgeschichte Münster, Germania

Testo dell'artista sull'opera
"Prayer Wheel evoca la mia esperienza in Tibet, dove ho passato tre mesi prima di lasciare il mio paese.
Qui la ruota acquista un nuovo senso, metaforico. Il capitalismo diventando una religione mondiale, ognuno deve "passare da" questo magnifico sogno della ricchezza monetaria, anche nel mio proprio paese, la Cina, nel quale la società è ancora comunista-socialista.
Le persone fanno girare la ruota pregando per ottenere la ricchezza: "I soldi fanno correre la giumenta", e di conseguenza il mondo".
Chen Zhen

Immagine: Luca Pancrazzi, Lentino Non Troppo 2003/04, acrilico su legno cm 152 x 200 x 211. Courtesy Galleria Continua, San Gimignano

Inaugurazione delle due Mostre Personali
Sabato 9 ottobre 2004 via del Castello, 11 e via Arco dei Becci, 1 dalle ore 16.00

Fino al 6 gennaio 2005 dal martedì al sabato 14.00/19.00

Per ulteriori informazioni sulla mostra e materiale fotografico:
Ufficio stampa Silvia Pichini Tel. 347 4536136

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Luca Pancrazzi solo show
UNO A UNO

Margherita Morgantin solo show
CODICE SORGENTE

9 October 2004 - 6 January 2005

In this solo exhibition Luca Pancrazzi gives us an opportunity to reflect on perception. The starting point is an assumption that is as simple as it is subtle: to look is to be a gaze.
Pancrazzi has always put this exercise in observation into practice; in a series of works entitled 'Il paesaggio ci osserva' ('The Landscape Observes Us'), he began a process of identification with the landscape that led to a reversal of reality: the artist himself becomes an observing landscape. The boundary between inside and outside is thus overcome: "I look at the world and observe myself through the active projection. I am part of this activity as long as I am the subject of the observation. I am the world that observes someone observing" (Luca Pancrazzi).
The work thus takes shape by measuring our innermost parts projected externally, a constant exchange of roles that prevents any rigid distinction between interior and exterior. This is the perspective from which to read one of the works on display at San Gimignano, Lentino non troppo (2003-04), an outsized printer's counting glass where the relation established between the object and the observer suggests the possibility that we ourselves are subject to observation. To understand the dynamics of the work more fully, it is worth quoting the artist again: "The space between the observed world and the observer extends deep inside, in the processing area between the eye and the brain. Perception of the world mainly involves these organs, in a constant two-way flow that endlessly delineates references and changes in dynamic reality." Since his early work Pancrazzi has been concerned with dynamic reality, movements, infinite imperfections, differences in scale and variations. The monochromes of the 'Fuori registro' ('Out of Register') series provide a good illustration of the artist's exceptional ability to grasp the processing movement, which is continually returned with "millimetre-accurate unfaithfulness compared to the real in that it is subjective and varies according to interior atmospheric weather conditions".
In the new works presented here, the 'depicted' subjects are the windows of the artist's studio and the interwoven grille outside. The exercising of observation is also developed by Pancrazzi in a series of drawings entitled, not by chance, 'Disegni della concentrazione e della dispersione' ('Drawings of Concentration and Dispersion'), which he himself defines as "my studio gymnastics". Views that recount a landscape in constantly mutating, elusive transformation, in the attempt to grasp a whole but aware too of an inevitable clash with the idea of the boundary. Landscape is also the subject of a large orange monochrome work. Knowing Pancrazzi's work and his abiding interest in the word and in language, it comes as no surprise to find that all references to the traditional iconography of landscape are abandoned to make way for a phrase, 'Linea del cambiamento di data' ('Change of Date Line'), the "written description of a landscape that refers to a macroscale of convention, or rather to the scale of an atlas".
The painting is realized using two different makes of lead oxide, which result in two different tones. Once again there is a gap upon which the artist invites us to reflect and which, in this as in other cases, must not be ignored because otherwise it is impossible to read the work. Before leaving visitors to explore this extensive exhibition of Pancrazzi's work on their own, it is worth briefly mentioning Skip Intro, a video in which "a camera comes apart piece by piece and is then reassembled, remaining an immobile, helpless subject". And if our gaze extends just a little beyond what is objectively visible we find ourselves in front of a "spontaneously developing urban plan".

The only Italian artist to have been selected for the video programme at the last Art Film Basel, Margherita Morgantin is one of the most interesting artists to have appeared on the Italian art scene in recent years. Her work is already held in foreign collections thanks to group shows in Paris and London. Morgantin's photographic works, as Emanuela De Cecco comments in one of her critical essays, "are traces of fleeting performances in urban space.
The sets are in-between places, patches of rough land, unrecognizable corners of the city... Morgantin explores the condition of the almost nothing, the aesthetics of emptiness, pinpointing, as scenarios for the translation of her actions into photography, spaces that, due to inertia, have eluded the machine of production... Something unexpected, threads as subtle as desires. Simple actions, sometimes only suggested. Sometimes all it takes is a gesture, a glance, the act of looking." The characters we encounter in her works respect the tones of narrative in their "being out of place", suspended in a dimension lying on the edge between reality and imagination, nightmare and dream. Her poetics, which are as delicate as they are "violent", are expressed in photographs and in video works that often are also realized with a succession of photographic sequences, fade-ins and fade-outs, juxtapositions and pauses. Sometimes a soundtrack helps viewers to follow the narrative, which, however, is invariably and deliberately fragmentary and non-temporal. The enchanting nature of the stories related by this young Venetian artist, suspended as they are between fairy tale, dream and reality, stems from these qualities. It is up to viewers to reconstruct the missing parts, to fill in the gaps and silences that work their way into the story, discovering as they do a world of possibilities, of other stories, of other places. Morgantin's drawings are characterized by rapidly executed features and essential lines. Viewed by the artist as a kind of diary, they sum up moods, impressions and situations with great incisiveness, forming preliminary material for the subsequent development of the work. At the same time, however, they retain the power of works that are already complete in their own right.
For this solo show at the Galleria Continua, the artist has produced a new video work entitled Codice Sorgente ('Source Code').

"The images in this work were taken on an island in Estonia where I went to see timber felling and the whole process of producing wood, which we are familiar with in the shape of matches, exercise books, pencils, Ivar bookcases, firewood, planks..." (Margherita Morgantin)

Address: Galleria Continua, Via del Castello 11, San Gimignano (Siena) Italy
Opening hours: Tuesday to Saturday, 2pm - 7pm
Info: ph. ++ 39 0577 943134 fax ++ 39 0577 940484

For photographic materials and information on the exhibition:
Press office Silvia Pichini
Ph. ++ 39 347 4536136

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