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dal 17/4/2004 al 3/6/2004
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17/4/2004

Due mostre personali

Galleria Continua, San Gimignano (SI)

Pascale Marthine Tayou: 'Young Collector'. Per quanto in dialogo con il mondo le opere di Tayou raccontano la sua storia e cosi', dai video alle installazioni, e' sempre forte il richiamo alla cultura africana, alle tradizioni, alla famiglia. In mostra una serie di opere e un'installazione. Sabrina Mezzaqui 'Ecco adesso'. La ricerca della bellezza nelle opere della Mezzaqui non si limita ad un risultato estetico, e' piuttosto uno sguardo sul mondo, alle cose piu' minute della vita. Un lavoro riservato e solitario il suo, fatto di gesti ripetuti, tempi dilatati fino a diventare una sorta di meditazione e di recupero della memoria


comunicato stampa

Pascale Marthine Tayou
'Young Collector'

Sabrina Mezzaqui
'Ecco adesso'

Nonostante la giovane età il lavoro dell'artista camerunense Pascale Marthine Tayou ha già ottenuto pieno consenso della critica: nel 2002 è invitato ad esporre alla Documenta XI di Kassel, alla Biennale di San Paolo e al Palais de Tokyo. Nell'anno successivo, si riconferma una delle figure di maggior rilievo del panorama artistico internazionale partecipando alla 8° Biennale di Istanbul, alla mostra inaugurale del Mori Museum di Tokyo e alla Biennale di Scultura di Munster.
Nativo di Yaoundé (1967) vive attualmente a Gent pur non nascondendo, a tutt'oggi, una natura incline al nomadismo tanto da paragonare la sua personalità ad un oggetto che spesso usa nelle sue installazioni: ''io sono un sacchetto di plastica, pieno e vuoto allo stesso tempo è un oggetto in permanente transito, in movimento verso altre destinazioni è un elemento popolare che appartiene a tutto il mondo, attraversa le frontiere, è qualcosa di universale nella sua utilità e nella sua inutilità''. Per quanto in dialogo con il mondo le opere di Tayou raccontano la sua storia e così, dai video alle installazioni, è sempre forte il richiamo alla cultura africana, alle tradizioni, alla famiglia come appare evidente anche nell'opera realizzata recentemente per il MACRO di Roma dove, diretta e indiretta, protagonista è proprio la madre.
Per Galleria Continua Tayou propone una serie di opere tra cui 'Young Collector' un'installazione appositamente progettata per la platea al piano inferiore del cinema teatro. Un'imponente scaffalatura in alluminio di quelle di tipo industriale andrà ad occupare l'ampio spazio della sala. Una sfilata di scaffali e, illuminate da semplici faretti a pinza, una serie di magliette colorate, disegnate e griffate 'pmtayou'. Piccole casse acustiche diffonderanno in tutto l'ambiente voci e rumori 'raccolti' dalle vie della città. Un'opera importante in qualche modo dedicata all'Italia, patria della moda, che esporta da sempre le sue firme in tutto il mondo. Ma superata questa lettura immediata vediamo che a Tayou non interessa un riferimento specifico al rapporto arte/moda, quello che vuole porre in evidenza è l'abito in quanto oggetto quindi la sua capacità di essere involucro, la sua capacità di scambio, di movimento, di comunicazione. L'oggetto è anche un modo per conservare una memoria quindi l'attitudine a collezionare per l'artista è, nell'uomo, un modo per conservare e proteggere, a livello intimo e personale, i propri ricordi ma non solo. L'uomo è animato dal desiderio e il desiderio è connesso all'idea di possesso, in una seconda analisi l'oggetto rappresenta dunque il mezzo col quale si afferma la propria capacità di possedere. Il nostro sistema economico e socio-culturale dà all'oggetto un valore aggiunto facendolo diventare, in certe occasioni, un termine di paragone con gli altri, un vero e proprio trofeo da esibire.

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''...bisognerebbe ricordare alla gente che cosa è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla, la bellezza. E' importante la bellezza, da quella scende giù tutto il resto.'' (M.T. Giordana, da I cento passi). Apriamo con una citazione cara a Sabrina Mezzaqui perché ci aiuta a mettere subito a fuoco un elemento centrale del suo linguaggio artistico. La ricerca della bellezza nelle opere della Mezzaqui non si limita ad un risultato estetico, è piuttosto uno sguardo sul mondo, alle cose più minute della vita. Un lavoro riservato e solitario il suo, fatto di gesti ripetuti, tempi dilatati fino a diventare una sorta di meditazione e di recupero della memoria. Utilizza materiali e tecniche comuni: disegno a matita o pennarello, carta, pagine ritagliate. La scrittura ricorre spesso nel lavoro dell'artista, recuperata o trasformata, oppure solo immaginata o ancora negata nella quadrettatura di un foglio parzialmente inciso i cui ritagli cadono a terra, tra permanenza e instabilità. Nelle sue installazioni, proiezioni di ombre o luci o ancora immagini di real-life riprese con telecamera fissa, riesce ad ottenere suggestioni di straordinaria forza che provocano nell'osservatore sensazioni profonde arrivando a far vibrare le corde di ciascuna sensibilità. Quello che ci propone nelle sue opere video è l'abitare uno spazio intermedio, lo spazio intimo della nostra immaginazione in una assoluta sospensione temporale perdendosi nel brillare della luce sulla superficie dell'acqua o nell'incessante danza del pulviscolo reso manifesto da un raggio di sole che penetra dalla finestra: 'così puoi arguire da ciò quale sia l'eterno agitarsi degli elementi primordiali delle cose nell'immenso vuoto per quanto un piccolo fenomeno può offrire l'immagine di grandi eventi e una traccia per la loro conoscenza' (da Lucrezio, De rerum natura).
Dopo gli ottimi riscontri ottenuti con le ultime due mostre personali (INOVA di Milwaukee e Viafarini, Milano) per questa esposizione presenterà un'inedita serie di opere, ultimo frutto di una disciplina riflessiva e autoimposta, di manualità ed esercizio calati nella sospensione temporale del rito. 'Ecco adesso', questo è il titolo della sua personale dove, attraverso la scelta di alcuni dei libri che ama, ci parla e si racconta. Ecco è proprio la parola con cui inizia 'Cassandra' di Christa Wolf, uno dei libri che l'artista ha 'elaborato'. Un grande foglio verticale, paradossalmente monumentale nella sua fragile consistenza, dove Sabrina Mezzaqui riscrive, minuziosamente a inchiostro nero riproducendo i caratteri a stampa, l'intero testo del libro. Una scelta precisa quella di 'Cassandra' non solo come omaggio ad una grande scrittrice del nostro tempo ma anche come lettura contemporanea del mito, della storia, della pace e della guerra raccontate da una donna che impara a vedere a dispetto della volontà degli dèi e degli uomini. Accanto a questa altre opere, altri libri che l'artista sembra essere capace di attraversare fisicamente riuscendo a fargli prendere una consistenza fisica. Un percorso espositivo se vogliamo privo di colore o, più precisamente, giocato sulle piccole variazioni cromatiche dell'inchiostro nero e sul biancore più o meno accentuato della carta. La scrittura in queste opere diventa elemento decorativo e questo si avverte in modo più evidente in 'Le mille e una notte', un lungo filo di perle nato dalla versione in lingua originale della celebre saga, un riferimento preciso quindi alla cultura araba dove la decorazione è un elemento primario della scrittura. Ma ripercorrendo le trame di questi libri è come se l'artista andasse a intervenire sulla tramatura di un tessuto, la sequenza delle righe è allora come un filo che viene lavorato fino a dargli nuova forma. Lavori sussurrati, intimi ai quali fa da controcanto un deciso incitamento all'azione: 'Iniziativa' di W.J.Goethe. Questo brano chiude quasi idealmente questo ciclo di lavori, come se l'artista dopo una serie di pensieri e riflessioni ci suggerisse una conclusione a cui giungere e bene la evidenzia estrapolando dal testo le ultime tre righe: 'Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare incomincialo. Il coraggio ha in sé genio, potere e magia. Incomincialo adesso'. Il cerchio si chiude e stranamente, ma non a caso, l'ultima parola del brano di Goethe - adesso - è anche una di quelle che dà il titolo alla mostra.
'Ecco adesso' sarà anche l'occasione per vedere una nuova opera video di Sabrina Mezzaqui 'Campo sportivo' (2003): una fitta, lunga, silenziosa nevicata, l'indugiare contemplativo dell'artista capace di fermare un momento senza tempo.

Immagine: Pascale Marthine Tayou, Le 14 fevrier (Ironville), 2000, dvd video, 9'

Inaugurazione delle due mostre personali sabato 17 aprile 2004
Galleria Continua via del castello 11, San Gimignano (SI) dalle ore 18.00

Fino al 3 giugno 2004 dal martedì al sabato 14.00/19.00

Per ulteriori informazioni sulle due mostre e materiale fotografico:
Ufficio stampa Silvia Pichini, tel. 347 4536136

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