Civica Galleria Parmeggiani
Reggio Emilia
corso Benedetto Cairoli, 2
0522 456477
WEB
Due mostre
dal 5/5/2011 al 11/6/2011
7 e 8 maggio 10-23, dal 10 maggio al 12 giugno mar - ven 21-23, sab, dom e festivi 10-23, chiuso lunedi
0522 456249
WEB
Segnalato da

Patrizia Paterlini



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Galileo Rocca
Luca Gilli



 
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5/5/2011

Due mostre

Civica Galleria Parmeggiani, Reggio Emilia

Galileo Rocca, l'autore piu' votato di Fotografia Europea nella sezione Off lo scorso anno, propone la mostra "Italia mia" confrontandosi con il tema dei luoghi, dell'identita' locale e della sua stessa legittimita' e con qualche importante rivolgimento. In "Menu del giorno" Luca Gilli racconta gli ingredienti cromatici, l'impasto materico e luminoso delle procedure attraverso cui prende vita il cibo.


comunicato stampa

Nell’ambito della sesta edizione di Fotografia Europea, la rassegna internazionale promossa dal Comune di Reggio Emilia, dedicata quest’anno a “Verde, bianco, rosso. Una fotografia dell’Italia”, dal 6 maggio al 12 giugno 2011, la Galleria Parmeggiani a Reggio Emilia ospita le mostre: Italia mia di Galileo Rocca e Menu del giorno di Luca Gilli

Galileo Rocca
Vincitore concorso Off di Fotografia Europea 2010

Italia mia. Un Paese dopo

Quando Galileo Rocca ripercorre i luoghi di Cesare Zavattini ha ben presente che non si tratta di fare “Un Paese, 60 anni dopo”. Galileo Rocca, si confronta con il tema dei luoghi, con il tema dell’identità locale e della sua stessa legittimità, con qualche importante rivolgimento. Quando Strand decide di raccontare il Paese di Zavattini mostra che l’umanità si rivela nel “minore”, nel “qualunque” più che nella situazione alta ed eccezionale, ricavando dal luogo appartato un’eccezionale opera, facendo di quegli spazi, corpi e volti, divenuti immagini, un episodio eccezionale della storia delle immagini. Il lavoro di Rocca riprende dallo spazio, dal toponimo ormai famoso, sinonimo di un’idea di luogo, e di umanità, universale. Episodio, per molti autori che sono seguiti, quasi paradigmatico dell’immagine del paese, e, per tanti del nostro pianeta e di altre nazioni, paradigma dell’italianità tout court. Si confronta, quindi, con un capitolo eccezionale, e omaggia l’eccezionalità di quelle fotografie girandovi intorno, ritagliando un paesaggio della “qualsiasità” dove le tracce riconoscibili di Luzzara sono appigli di ancoraggio minimi all’opera di Strand.
Le immagini di Luzzara scivolano in una zona differente, si potrebbe dire dal paese al paesaggio, in quella zona fuori dalla ormai labile cinta urbana, così precariamente riconducibile a generi codificati, spesso tra degrado e pittoresco senso di abbandono, dove il naturale si rimangia il costruito. Immagini a tratti di stratificazioni quasi geologiche di elementi naturali e detriti o oggetti abbandonati. Spesso sono questi elementi privi di qualità estetica, meramente funzionali, a costituire inquadrature e indicazioni di sguardo dentro le immagini, riprendendo una linea del rilievo delle “sculture involontarie” che lontanamente parte da Ghirri, si riallaccia ai Becher, ricordano il lavoro del bergamasco Enrico Bedolo.
Galileo Rocca poi attraversa altri luoghi zavattiniani: Cerreto Alpi, Sant’Alberto; articola e arricchisce lo spettro di colori e spazi locali tenendo però sempre presente la necessità di una stesura unitaria, dell’unità del racconto. Non stringe il racconto in un’epica minore della Pianura Padana, nella poetica della platitude, che sottilmente invade qui la collina emiliana.

Galileo Rocca (Parma, 1972), laureato in Lettere con indirizzo in Storia dell'Arte, è fotografo professionista. I suoi lavori sono conservati presso lo CSAC, Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e nel prestigioso Archivio di Italo Zannier. Le fotografie di Rocca sono state ospitate in diverse sedi di Reggio Emilia, accompagnate dai testi di Arturo Carlo Quintavalle, Paolo Barbaro, Tullio Masoni e Alberto Zanetti e apprezzate da Italo Zannier con un contributo scritto. Alcuni suoi lavori sono stati esposti nella sede espositiva del Comune di Sant'Ilario d'Enza, con testi di Paolo Barbaro. Due importanti mostre, accompagnate da importanti contributi critici del professor Arturo Carlo Quintavalle, si sono tenute all'interno della Biennale del Paesaggio, festival organizzato dalla Provincia di Reggio Emilia, e nel Museo Nazionale delle Arti Naïves, intitolato a Cesare Zavattini, di Luzzara (ex convento degli Agostiniani) a cura della Fondazioneunpaese. Nel 2010 gli viene assegnata la borsa di studio promossa dall'Istituto Italiano di Fotografia di Milano, in collaborazione col LDPF2010 (Lucca digital photo festival). A Castelnovo di Garfagnana (LU), in occasione del 9° Portfolio dell'Ariosto – premio SONY, ottiene il 3° Premio pubblicando il suo progetto Trasformazioni, il tempo sospeso nella rivista specializzata “Gente di fotografia” (n. 50 autunno-inverno 2010/11).
Tra le esposizioni personali realizzate: Deserto rosso (galleria Soqquadro Caffè), Dentro la città (galleria Torno subito), Scarti del reale (Hotel Posta), Nel corso del tempo (Cinema Rosebud), Schegge di Moderno (Comune di Sant’Ilario d’Enza), Periferia Qualunque , Brindisi di luce (galleria Punto Luce), ( s)definizione di luoghi (galleria Torno subito), Soglie della memoria (Cinema AlCorso), Trasformazioni, il tempo sospeso (Museo nazionale Arti Naïves) e la collettiva Incontri … (galleria Torno subito).

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Luca Gilli
Menu del giorno

Da sempre nel cibo, nelle modalità della sua preparazione, è custodita una componente significativa dell’identità di ogni comunità, e in particolare della nostra che a esso è particolarmente legata.
Attraverso il cibo, con l’arte culinaria, si seduce, si manifestano gli affetti, ci si prende cura dei propri cari, si sublimano angosce e nevrosi. Attorno alla tavola si celebrano le ricorrenze, si festeggiano i successi e si esorcizzano le delusioni; si evocano i ricordi, nascono i progetti, i tradimenti e, persino, le rivoluzioni.
Insomma, molte delle vicende umane sono segnate, più o meno consapevolmente, dal nutrimento e dalla tavola ben al di là delle necessità fisiologiche. Il cibo è materia altra, un humus fisico e psicologico nobile che si è forgiato nella storia locale ed è capace di toccare la comunione dell’essere come poco altro riesce. La sua natura si rivela molteplice, ma l’identità profonda, la sua essenza più intima, risiede immutata nel rispetto del tempo e, paradossalmente, della vita. Si tratta di un linguaggio poetico capace di innescare sinapsi emotive virtuose in cui un “significante” trascende a più “significati”. Ma perché questo avvenga, perché le singole note diventino melodia per i sensi e per la mente, i substrati alchemici devono reagire, si deve compiere, con devozione e secondo antichi dettami, il rito della preparazione.
Gli ingredienti cromatici, l’impasto materico e luminoso e le inquadrature sensibili all’anima dei particolari di queste immagini raccontano, con intimità e a bassa voce, delle procedure e delle pozioni attraverso cui prendono vita, rinnovandosi nel tempo, questi incantesimi.

Luca Gilli vive a Cavriago (Reggio Emilia). Laureato in scienze naturali all’Università di Parma, da diversi anni lavora come fotografo sviluppando la propria ricerca attraverso la realizzazione di progetti specifici. Ha esposto i suoi lavori in mostre collettive e personali in Italia e all’estero, in particolare in Francia, ad Arles e Lione, nonché pubblicato alcuni servizi su prestigiose riviste. I suoi progetti fotografici hanno ricevuto un sostegno importante dall’amico Vasco Ascolini. Nel 2004 è stato invitato a presentare la sua ricerca alla proiezione L’Ecole Photographique de Reggio Emilia organizzata da Gens d’Images alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi. L’associazione ECUME, Echanges Culturel en Méditerranée, di Marsiglia lo ha invitato, nel novembre 2005, a partecipare all’Atelier de création Photographique sur la ville al Festival Méditerranéen d’Alexandrie: photo, musiques, cinéma. I lavori dell’atelier sono stati esposti al Musée Mahmoud Saïd ad Alessandria. Nello stesso anno l’Istituto Italiano di Cultura del Cairo gli ha dedicato un’importante esposizione personale. Sue fotografie fanno parte delle collezioni permanenti della Bibliothèque Nationale di Parigi, del Musée de la photographie a Charleroi, della Kunstbibliothek di Berlino, del Musée d’Art Moderne et Contemporain di Strasburgo, del Musée Réattu di Arles, dell’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, del Thessaloniki Museum of Photography di Salonicco, della Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, del Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Lestans e della collezione Italo Zannier a Venezia. In questi anni ha realizzato alcune pubblicazioni fotografiche personali e sintesi di suoi lavori sono presenti nei cataloghi di diverse esposizioni collettive.
In Francia è rappresentato dalla galleria Vrais Rêves di Lione.

Immagine: Galileo Rocca, Sant'Alberto I, Sant'Alberto (RA) 2011, cm 24x36 © Galileo Rocca

Ufficio stampa - Comune di Reggio Emilia
Patrizia Paterlini con Alberto Ansaloni
Tel. 0522.456532 - cell. 348.8080539
ufficiostampa@fotografiaeuropea.it
patrizia.paterlini@municipio.re.it
alberto.ansaloni@municipio.re.it

Inaugurazione: venerdì 6 maggio dalle 19.00 alle 24.00

Galleria Parmeggiani
corso Cairoli 1 - Reggio Emilia
Orari:
Sabato 7 e domenica 8 maggio dalle 10.00 alle 23.00
Dal 10 maggio al 12 giugno aperto da martedì a venerdì dalle 21.00 alle 23.00
Sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 23.00
Chiuso il lunedì
Biglietto unico per accedere a tutte le mostre: 10 €. Riduzione: 7 €

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Giovanna Lionetti
dal 19/12/2014 al 30/1/2015

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