Biblioteca Dergano-Bovisa
Milano
via Baldinucci, 76
02 88465807 FAX 02 39316563
WEB
Massimo Hachen
dal 1/4/2011 al 15/4/2011
lun-mer-ven 10-19, mar-gio-sab 13.30-19
WEB
Segnalato da

Elisabetta Franchi



approfondimenti

Massimo Hachen



 
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1/4/2011

Massimo Hachen

Biblioteca Dergano-Bovisa, Milano

Spazi Impossibili, arte e percezione visiva. Le opere di Hachen vogliono lasciare libero l'osservatore di 'giocare' con le forme, i rapporti figura-sfondo e i cromatismi irreali.


comunicato stampa

L’artista
Massimo Hachen nasce a Milano nel 1952 da una famiglia di origine svizzera. Sempre a Milano studia design con maestri quali Nino Di Salvatore e Bruno Munari che gli trasmettono quei valori di semplicità e di rigore geometrico che lo guideranno sempre nella sua attività professionale ed artistica; nel 1977 si laurea in architettura e intraprende la libera professione. Nel 1992 Di Salvatore lo vuole nella sua scuola per affiancarlo nell’insegnamento di “Scienza della Visione” una materia di sperimentazione creativa sulla percezione visiva, che Massimo Hachen tutt’oggi insegna presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano.

È nel 2006 che, seguendo una vocazione artistica da sempre latente, decide di sperimentare alcune forme di espressione coniugando i suoi studi sulla percezione visiva con una personale tecnica pittorica a spruzzo sotto vetro. Nascono le prime composizioni astratte che con il tempo privilegiano sempre di più gli aspetti geometrici e che, traendo ispirazione dalla Gestalt, la psicologia della forma, si inseriscono nell’ambito di quella che viene definita “arte concreta”. Ha esposto a Milano, Vercelli, Novara, Viareggio e Bologna.

La mostra

Nella mostra “SPAZI IMPOSSIBILI”, organizzata dal Comune di Milano, Biblioteca Dergano-Bovisa, Massimo Hachen espone una ventina di opere, realizzate tra 2007 e il 2011, che illustrano la ricerca dell’artista volta a sperimentare forme che coinvolgano l’osservatore lasciandogli la scelta di configurare la composizione secondo le sue prese attentive.

Siamo quotidianamente bombardati da immagini che vogliono catturare la nostra attenzione proponendoci simboli e costringendoci ad interpretare messaggi. Le opere di Hachen vogliono lasciare libero l’osservatore di “giocare” con le forme offrendogli la possibilità di provare una soddisfazione psichica nel momento in cui una figura viene riconosciuta come facente parte di un insieme o, un attimo dopo, come appartenente ad un'altra configurazione: un gioco di avanzamenti e retrocessioni, di trasparenze e opacità in continua trasformazione.

Scrive egli stesso delle sue opere: “Creo composizioni che non possono vivere nel mondo tridimensionale. Gioco con i rapporti figura-sfondo, con trasparenze e opacità mai confermate, con cromatismi irreali, profondità smentite, per ottenere 'spazi impossibili'. Voglio portare l’osservatore in un mondo astratto il più lontano possibile dalla realtà”.

Inaugurazione 2 aprile ore 18.30

Biblioteca Dergano-Bovisa
via baldinucci, 76 - Milano
Lun-mer-ven dalle 10.00 alle 19.00; mar-gio-sab dalle 13.30 alle 19.00
ingresso libero

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