Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci
Prato
viale della Repubblica, 277
0574 5317 FAX 0574 531900
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Due Mostre
dal 20/3/2010 al 1/8/2010
10-19; chiuso martedi' e 1 maggio, dall'8 giugno mercoledi' 10-23
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Segnalato da

Silvia Bacci




 
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20/3/2010

Due Mostre

Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato

La mostra 'Paolo Canevari - Nobody knows' ripercorre le tappe fondamentali dell'attivita' dell'artista e presenta lavori realizzati per l'occasione. Il lavoro di Canevari e' legato alla riflessione sull'impermanenza nell'arte, sul significato della scultura e su come questa si metta in relazione con il contesto sociale contemporaneo. Inoltre Il Centro per l'arte contemporanea presenta la recente acquisizione di un nucleo di opere dell'architetto radicale Gianni Pettena.


comunicato stampa

Paolo Canevari - Nobody knows
a cura di Germano Celant

Si inaugura sabato 20 marzo alle ore 18,00, presso il Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci, Paolo Canevari - Nobody knows a cura di Germano Celant. La mostra, allestita nelle sale espositive, ripercorre le tappe fondamentali della sua attività e presenta lavori realizzati per l’occasione. Il lavoro di Canevari è legato alla riflessione sull’impermanenza nell’arte, sul significato della scultura e su come questa si metta in relazione con il contesto sociale contemporaneo. Fin dai primi anni Novanta, l’artista adotta come materiale d’elezione la gomma delle camere d’aria e dei pneumatici, sviluppando un linguaggio personale teso alla rivisitazione del quotidiano e agli aspetti più intimi della memoria dove si sovrappongono simboli, icone, cultura pop, rappresentazione storica e coscienza politica. La sua opera appare come tra le attuali sintesi delle espressioni linguistiche maturate dagli anni Sessanta in poi e non conosce confini di genere spaziando dal disegno al video, dall’installazione alla performance.

Tuttavia, nel suo lavoro l’artista evita l’idea di monumento e ogni retorica insita nell’idea di "tradizione" e di "classico". I materiali primari e semplici che compongono i suoi lavori, sono messi in rapporto con il concetto di rappresentazione e fungono da "chiavi" che permettono infinite possibilità di lettura. Allo stesso tempo, testimoniano la continua metamorfosi della materia la cui instabilità è sinonimo di apertura a diverse interpretazioni.

La grande personale di Paolo Canevari, curata da Germano Celant, è incentrata sulla serie dei Globes che forma una costellazione nelle sale del Museo e ruota sull’immagine di un grande globo nero su cui appare in silhouette l’immagine di un essere umano: un rimando alla natura originale dell’arte come luogo di riflessione sulla realtà e sui destini del mondo. Un’immagine romantica che proietta lo spettatore in un futuro sempre incerto, “nessuno conosce”, e l’artista nel dubbio presente all’atto interpretativo, “nessuno sa”, momento originario dell’ispirazione del gesto artistico. Una duplicità che trova sintesi proprio nella formula inglese Nobody Knows, titolo della mostra.

Saranno presenti, inoltre, alcuni video inediti tra cui US (2009), una nuova serie di disegni su marmo nero in cui sono rappresentati gli animali simboli di potere e aggressione, che da sempre sono protagonisti dell’immaginario dell’artista, alcune installazioni progettate negli ultimi anni e presentate per la prima volta, come Hanging Around, la grande forca da cui pende un pneumatico che diventa altalena. All’interno del percorso espositivo non mancheranno alcuni accenni e richiami a importanti lavori degli anni passati, opere che fanno da contrappunto ai recenti lavori e segnano una continuità nel tempo. Dai film di animazione prodotti per Blobcartoon – RAI 3 nei primi anni Novanta alle prime sculture in camera d’aria (Elmi, 1990), dalla Lupa Roma (1993) ai Colossei di circa dieci anni dopo. Sempre per gli anni Novanta sono riproposte le installazioni Esodo (1998), una folla di uomini ritagliati nella gomma delle camera d’aria, Jesus (1999), scultura in legno del XVIII secolo con pneumatico. In mostra anche il video Bouncing Skull, presentato alla 52° Biennale di Venezia (2007), oggi nella collezione permanente del MoMA, e Little Boy la grande bomba ricoperta di specchi come le discoball da discoteca. Un volume monografico edito da Electa per la cura di Germano Celant sarà pubblicato in occasione della mostra.

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Gianni Pettena. Nuove acquisizioni per la collezione del museo
Sale espositive CID/Arti visive - Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci

Il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta, dal 20 marzo al 9 maggio 2010, la recente acquisizione, in comodato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, di un nucleo di opere originali appartenenti ai primi anni di attività dell’architetto radicale Gianni Pettena.

Strettamente collegate alla nascita e agli sviluppi dell'Architettura Radicale a Firenze tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, le opere acquisite includono progetti e documenti di installazioni e azioni realizzate da Pettena in Italia fra il 1968 e il 1969; proposte di fusione fra architettura e natura elaborate per il Concorso internazionale Trigon a Graz nel 1971; sperimentazioni realizzate nel corso della residenza a Minneapolis e di ulteriori viaggi negli Stati Uniti fra il 1971 e il 1973, come la performance "vestirsi di sedie" e l'indagine fotografica sulla "architettura inconscia"; la dichiarazione di poetica Io sono la spia realizzata nel 1973 in occasione della fondazione del sistema di laboratori creativi collettivi Global Tools.

Nel 1973, autodefinendosi "la spia", Pettena rivendicava la propria posizione di autore estraneo al consesso degli architetti senza tuttavia rinnegare la propria formazione di architetto. Nello stesso anno dava alle stampe il suo libro-manifesto, L'anarchitetto, in cui affermava esplicitamente: "io sono il più bravo / che sono laureato in architettura l'unico che sia artista che faccia arte senza rimpianti."

Convinto della necessità di ripensare il significato della disciplina architettonica Pettena parla di architettura usando i linguaggi dell’arte concettuale più che quelli tradizionali della progettazione, assumendo per questo una posizione autonoma fra gli stessi architetti "radicali".

Come ha scritto Andrea Branzi "quella di Gianni Pettena è un'attività critica che si fonda sulla centralità dell'architetto e non più dell'architettura, dove il progetto liberato dai limiti costruttivi diventa attività concettuale, land-art, comportamento, happening (...) Spostandosi su un'area vicina ai territori dell'arte e del comportamentismo, Gianni Pettena da un primo contributo a intendere l'architettura come energia evolutiva di un territorio e di una società, e non più come prassi costruttiva."

Visite guidate
gratuite; il sabato e la domenica alle ore 17.00 fino al 6 giugno e a partire dal 9 giugno il mercoledì alle ore 21.00

Immagine: Paolo Canevari, Nobody knows, 2010
Foto di Marco Anelli

Ufficio stampa Centro Pecci
Silvia Bacci, s.bacci@centropecci.it
Ivan Aiazzi, i.aiazzi@centropecci.it

Ufficio Stampa nazionale
Studio Pesci di Federico Palazzoli
Via San Vitale 27, 40125 Bologna Tel. + 39 051 269267 - Fax + 39 051 2960748 info@studiopesci.it

Preview sabato 20 marzo 2010, ore 12
Inaugurazione sabato 20 marzo 2010, ore 18
ore 18.30 performance di Paolo Canevari nelle sale espositive del Museo

Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
Viale della Repubblica 277, Prato
Orari apertura: ore 10.00 – 19.00; chiuso il martedì e il 1° maggio; da mercoledì 8 giugno, tutti i mercoledì ore 10.00 – 23.00
Ingresso euro 5,00 intero / euro 4,00 ridotto

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