Indagini nel museo polisensoriale

27/06/2011

Il sacro graal?

Art Unlimited, Art Basel 2011

Cerith Wyn Evans, C=O=N=S=T=E=L=L=A=T=I=O=N (I call your image to mind)



  scarica: mp3

registrato il 19/6/2011 durata 01'43''

Sembrava una leggenda metropolitana. Per anni abbiamo sentito parlare di magiche casse che riescono a localizzare il suono soltanto in certi punti di una stanza. Cominciavo a dubitare della loro esistenza. Invece... ecco la prima applicazione che ho incontrato nel mondo dell'arte: l'opera vista e sentita ad Art Basel 2011 di Cerith Wyn Evans, un "mobile à la Calder" ma fatto di specchi e altoparlanti speciali (audio spotlight panels) che riescono a focalizzare il suono in diversi punti dello spazio.
I suoni si spostano quando il mobile gira, gli specchi riflettono le onde sonore che sembrano "materializzarsi" quà e là, quasi come in un ologramma sonoro, creando un effetto veramente disorientante e coinvolgente.
Evans ha anche collaborato con gli idoli postpunk Throbbing Gristle nello sviluppo del progetto, che è stato presentato in una versione precedente, sembra, con altro titolo, alla biennale di Yokohama.
Con o senza questo tipo di tecnologia avanzata, dopo anni di timidi tentativi di creare situazioni immersive, finalmente gli artisti stanno cominciando a usare i suoni per esplorare lo spazio, generando effetti percettivi che non possono essere catturati (purtroppo per noi in questo contesto) dal registratore.
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