(Image-Exchange and the Post-Mass Audience Age)
La Rinascita del Sistema di Lavoro a Domicilio (Cottage Industry)
Nello stesso modo in cui l'identità di ogni individuo viene soffocata da un sistema sociale che vieta tipi di istruzione sperimentali e che limita la possibilità di vivere in maniera creativa, anche la società stessa in quanto organismo risente degli effetti di un'istruzione di massa unilaterale derivante dall'attuale rete pubblica di comunicazione. Se gli storici del futuro dovessero giudicare le priorità e i valori sociali della nostra cultura in base ai contenuti dei media cosiddetti popolari ne otterrebbero un'immagine gravemente distorta.
Prendiamo per esempio un ambito in cui l'individuo ha poca scelta: la TV pubblica. Personaggi come Glen Campbell o programmi come "Bonanza" potrebbero apparire rappresentativi dei gusti delle masse in quanto soddisfano l'indiscriminata passività di quasi cento milioni di telespettatori. Tuttavia, se contemporaneamente giudichiamo la stessa società in base ai media che offrono una scelta individuale, per esempio gli LP, scopriamo che l'immagine che rappresenta la società è quella dei Beatles. Sono due mondi diversi che coesistono in uno e che si differenziano in base alle tecnologie attraverso le quali comunicano. Possiamo riscontrare lo stesso fenomeno nel cinema. La maggior parte degli studenti vanno a vedere film come Easy Rider o Alicos Restaurant eppure i film che fanno loro sono completamente diversi. La differenza fondamentale è tra la comunicazione di massa per il pubblico e la comunicazione individuale privata.
Tale differenza però sta via via scomparendo. Man mano che la proliferazione dei mezzi tecnologici raggiunge un certo livello di saturazione nell'ambiente è impossibile rimanerne lontani. Le tecnologie di comunicazione forgiano e registrano la realtè soggettiva e obiettiva dell'uomo comune. La rete dei media della comunicazione si interfaccia sempre di più metabolicamente e omeostaticamente a ciascun essere umano. Qualsiasi paese sviluppato verrebbe danneggiato per la sconnessione dalla rete telefonica globale più che da un bombardamento; e tra breve sarà lo stesso per i collegamenti televisivi globali.
In passato ci sono stati due tipi di personalità di massa: i personaggi dei media e la nostra personalità "naturale". I pionieri della radio e della TV adottavano una dialettica e un atteggiamento essenzialmente innaturale, un modo formale di parlare e recitare attraverso i media. Si potrebbe dire che i media fungono da agenti che influenzano il comportamento in determinate occasioni denominate "programmi" nello stesso modo in cui gli alcolici sono agenti che influenzano il comportamento in determinate occasioni denominate "cocktail parties". Ma il recente fenomeno delle radio FM underground o dei programmi televisivi e radiofonici con la partecipazione del pubblico dimostrano che ormai ci sentiamo più a nostro agio con le nostre "estensioni". Tra poco potremo conversare attraverso la radio e la TV in maniera intima, come si fa al telefono. L'incremento delle stazioni radio che trasmettono il telegiornale 24 ore su 24 è sintomo della crescente consapevolezza che ha l'umanità rispetto alla funzione di monitoraggio che hanno i media, benchè i telegiornali di oggi, spesso con secondi fini, potrebbero essere visti come strumenti di disinformazione strategica. L'idea di montare un programma, benchè tuttora esistente come concetto, sta cambiando significato. Inevitabilmente il business dello spettacolo si sta trasformando nel business della comunicazione, che a sua volta si sta trasformando nel business dell'istruzione. E qui inizia la rivoluzione.
L'era dell'audience di massa e del consumo di massa sta cominciando a sgretolarsi come Harry Haller, l'alter ego di Hesse in Il Lupo della Steppa, che maledisse la sua natura doppia fino al giorno in cui scoprì di avere non solo due identità ma decine. In generale si dà per scontato che l'Era Post-Industriale sarà un'era del post-consumo di massa. La cibernetica garantisce la decentralizzazione delle risorse energetiche. Per esempio non ci sarà più bisogno di un dipartimento per l'acqua e per le risorse energetiche una volta che sapremo sfruttare l'energia solare come oggi siamo in grado di costruire un apparecchio radio. La diffusione di tecnologie a buon mercato per le immagini in movimento, che ha causato il fenomeno del personal cinema, inevitabilmente presto trasformerà il sistema socioeconomico che aveva reso necessario l'intrattenimento commerciale di massa. Il cinema sinestetico significa non solo la fine dell'estetica del cinema come la conosciamo noi; i supporti della tecnologia cinevisiva stanno diventando molto velocemente obsoleti portando con sè i modi tradizionali di fare e di vedere cinema. Stiamo entrando nell'era della pubblicazione e dello scambio delle immagini, ovvero la naturale fase successiva alla pubblicazione di libri: l'era del pubblico di post-massa.
Oggi esistono ambienti hardware e software per cui siamo in grado di acquistare un film con la stessa facilità con la quale acquistiamo libri e dischi. Il risultato della simbiosi video/film, resa possibile grazie alla registrazione con fasci di elettroni, sarà la fine del cinema quale evento sociale e disciplina tecnologica. Il fattore decisivo che determinerà la fine del cinema e della TV come noi li conosciamo è la possibilità di scegliere l'informazione anzichè essere legati alle programmazioni di massa broadcasting o ai piani della distribuzione, limitati da motivi formali ed economici. Questa possibilità rivoluzionaria esiste anche se gli apparati militari/industriali sono restii a divulgarla.
Inizialmente il fenomeno subirà limitazioni commerciali ma presto scopriremo che un solo filmmaker può equivalere a uno studio cinematografico. È ora possibile mettere insieme centinaia di bobine di cinema sinestetico, immagini che si riferiscono alla nostra vita in diversi momenti, per documentarla, post-sintetizzarla e studiarla. Per la prima volta nella storia ogni essere umano potrà catturare, conservare e interpretare quegli aspetti del presente che trova più significativi. La parola chiave è interpretare... Ora è possibile mostrare agli altri in maniera molto reale sia le nostre esperienze che le nostre emozioni, anzichè tentare di spiegarle attraverso un linguaggio verbale astratto. Un'immagine fotografica non contiene nessun problema semantico. Ora è possibile vedere attraverso gli occhi di un altro andando verso una visione amplificata e dunque inevitabilmente verso una coscienza amplificata.
I Dieci Comandamenti di DeMille e Dog Star Men di Brakhage possono essere contenuti nello stesso nastro da dieci dollari, ma poi devono sostenere la prova: la possibilità di avere un film e rivederlo più volte dipenderà anche dalla disponibilità di film che vale la pena vedere più di una volta. Si scoprirà che il 90% di tutti i film nella storia del cinema non può essere visto più di un paio di volte ed essere ancora interessante. Nessuno pagherebbe trenta dollari per vedere un film. Gli unici film che potranno sostenere di essere visti più volte, allo stesso modo in cui i dischi e i quadri possono essere apprezzati ripetutamente, saranno i film sinestetici nei quali lo spettatore è libero di partecipare all'esperienza ogni volta in maniera diversa. La tecnologia che ha portato all'esistenza del cinema sinestetico su grande scala è la stessa tecnologia che indirizzerà praticamente tutta la creazione di immagini verso la sinestesi, ovvero la manifestazione più pura della coscienza.
La capacità di un individuo di conoscere, catturare, generare, trasmettere, duplicare, replicare, manipolare, immagazzinare e recuperare dati audiovisivi ha raggiunto il punto per cui la tecnologia sta assistendo alla rinascita del sistema di lavoro a domicilio come concepito dall'economista William Morris durante la Rivoluzione Industriale in Inghilterra - l'abilitè autonoma di un individuo di generare una propria industria nell'ambito del proprio ambiente. La differenza principale tra il concetto pre-industriale di Morris e la realtà post-industriale odierna è che il sistema di lavoro a domicilio e l'industrializzazione cibernetica globale interpenetrano le rispettive sfere di influenza sinergeticamente, traendo benefici l'una dall'altra.
L'introduzione di bande video con relative videocassette, spinge la comunicazione di massa nella posizione insostenibile di limitare la libertà degli individui. Entro breve i messaggi didattici ed estetici della società verranno comunicati attraverso lo scambio di nastri e centri video locali telecomandati via cavo; le dirette televisive saranno libere di spostare l'informazione nel sistema nervoso metabolico, omeostatico interplanetario. Attualmente i dati di un film o di una videocassetta possono essere registrati con fasci di elettroni su supporti fotosensibili economici; prendendo l'esempio della EVR Columbia, il prodotto è un nastro di un'ora con 180.000 frame in bianco e nero o un nastro di mezz'ora con 90.000 frame a colori. Questi possono essere visionati singolarmente o in sequenza con accesso random o automatico su qualsiasi apparecchio televisivo con una risoluzione superiore ai sistemi di videoregistrazione o alle broadcast TV. Il sistema riduce della metà i costi delle videocassette per trasmissioni, di un decimo i costi di videocassette a uso domestico e costa un quindicesimo rispetto a processi di filmmaking convenzionali.
Associato ad altre tecnologie come la gamma di apparecchi Polaroid, il videotelefono, e i fax Xerography a lunga distanza e Xerographic si arriva a un punto in cui ciascuna immagine o frame di video e film esistente puè essere filmato, registrato, fotografato o copiato in svariati modi poi copiato e trasmesso - il tutto da un singolo individuo. La teoria dell'autore č ormai priva di fondamenta. Ormai non è più concepibile pensare a un film nei termini di "non-autentico" o "autentico". Un film non originale o "non d'autore" non esiste: esiste solo il cinema sincero e il cinema ipocrita e il parametro di valutazione è la differenza tra quello che sta all'interno e quello che sta all'esterno della coscienza dell'autore. L'arte è tanto adulta quanto originale: è da questa dato di fatto scontato che si può cominciare ad andare avanti.
Per migliaia di giovani in tutto il mondo oggi, il cinema è un modo di vita. Parallelamente all'aumento del tempo libero a nostra disposizione crescerà anche l'importanza della videocamera in qualità di strumento che ci permette di vivere in maniera creativa e non si limiterà solo a rivestire il ruolo di oggetto che condiziona la nostra esistenza oziosa. Con questo intendo dire che la "camera" - nel cinema o nel video -, quale estensione del nostro sistema nervoso, funziona come un superego che ci permette di osservare e modificare il nostro comportamento attraverso lo studio della nostra immagine sul software proprio come l'essere umano in genere modifica il proprio comportamento studiando il superego collettivo espresso attraverso la videosfera globale. Attraverso la creazione di nuove realtà in vedeo/cinema creiamo nuove realtà anche nella nostra vita. Abbiamo visto che ciò è esteticamente e tecnologicamente possibile: proviamo a esaminare questo processo.
Jean Rouch, filmmaker etnologico, parlando del suo studio sul "cinema verità", Chronicle of a Summer, parlò ai suoi studenti della funzione di superego della videocamera con queste argomentazioni: "Inizialmente" disse "c'è una sensazione di istrionismo impacciato. Si pensa "la gente mi sta guardando perciò devo dare una buona impressione". Questo dura un lasso di tempo molto breve. Poi si comincia molto velocemente a pensare - forse per la prima volta in maniera sincera - ai propri problemi, alla propria identità, e si inizia a esprimere quello che si ha dentro. Man mano che il film prosegue si inizia a pensare al personaggio che in maniera involontaria si sta rappresentando - un personaggio di cui si era completamente all'oscuro, e che si è scoperto tutto a un tratto e con grande stupore attraverso lo schermo. E così il film diventa un motivo per vivere e si sente il bisogno di interpretare quel ruolo. Tuttavia spesso si nega l'autenticità del film, dichiarando che si tratta solo di finzione perchè quello che è stato rivelato è troppo intimo, una visione di sè che in genere non si mostra all'esterno.
Ma poi succede qualcosa di molto strano: il cinema diventa un pretesto per cercare di risolvere i propri problemi che non si è in grado di risolvere senza di esso. Sono convinto che il 90% di quello che si dice sia profondamente sincero, e che senza il cinema non si avrebbe il coraggio di rivelare neanche il 10% di quella parte. Il pretesto straordinario è la possibilitè qualcosa davanti all'obiettivo e poi di rinnegarlo dicendo che si stava solo facendo del cinema. Quello che è incredibile è la possibilità di interpretare il ruolo di se stessi e poi rinnegarlo perchè alla fine si tratta solo dell'immagine di se stessi".
Al filmmaker di oggi non è più richiesto di raccontare una storia, di inscenare un dramma e neanche di fare arte, anche se il risultato potrebbe poi essere arte. Il personal cinema diventa arte quando si sposta dall'espressione del singolo alla rappresentazione di un aspetto della vita. L'arte non viene creata bensì vissuta. L'artista si limita a raccontarla. Il cinema sinestetico, più che essere filmato, è vissuto su pellicola o videocassetta. In quanto estensione del sistema nervoso della persona non potrà essere giudicato in base agli stessi canoni che hanno tradizionalmente rappresentato l'arte. È semplicemente il primo gemito degli esseri umani che hanno trovato un nuovo linguaggio. Se si vuole parlare di arte, si tratta dell'arte di vivere creativamente contrapposta a un'esistenza passiva e condizionata. La possibilità di realizzare i desideri più intimi con la scusa che "È solo un film" sarà una tentazione irresistibile una volta che non dovremo occuparci della nostra sopravvivenza. Wallace Stevens: "Il modo in cui noi spieghiamo lo stato delle cose a noi stessi rivela la nostra personalità; il soggetto delle nostre poesie sono i simboli della nostra identità o delle nostre identità".
Ogni uomo oltre che rendere la sua vita oggetto di studio ha anche il bisogno di fare parte in maniera cosciente della vita del genere umano. Yeats disse "è nei sogni che hanno inizio le responsabilità". Buckminster Fuller ha detto che la grande estetica del domani sarà l'estetica dell'integrità. Per diecimila anni più di cinquecento generazioni di contadini hanno vissuto vite anormali, artificiali, facendo un lavoro noioso e ripetitivo come degli schiavi costretti a produrre energia e a guadagnarsi il diritto di vivere. Ma ora siamo giunti alle soglie della libertà. Stiamo per diventare gli dei di noi stessi. Stiamo per affrontare il problema dei valori. Bronowski: "Il problema dei valori sorge solo quando gli uomini tentano di unire i loro bisogno di essere animali sociali al bisogno di essere uomini liberi. Non esiste problema, non ci sono valori fino quando gli uomini non desiderano avere entrambe le cose".
Per la prima volta nella storia stiamo per arrivare al punto in cui entrambe le cose saranno possibili se riusciamo a modellare le nostre vite integralmente. Abbiamo modificato il nostro ambiente al punto tale che ora dobbiamo modificare noi stessi per poterci vivere. Se vogliamo diventare un'unica entità, l'etica del singolo deve diventare la meta-etica dell'uomo globale. Donald Schon: "Nel ricercare una meta-etica siamo penalizzati dal fatto che la società tradizionalmente delega il compito di apportare cambiamenti a delle categorie specifiche - artisti, inventori, scienziati - e poi li isola dal resto della società per poter preservare l'illusione di mantenere una stabilità di norme e obiettivi".
Non solo noi dobbiamo rivedere completamente il nostro atteggiamento verso il fatto di essere padroni del pianeta in senso materiale; dobbiamo anche imparare ad accettare che le idee e ciò che l'uomo crea non appartengono a un singolo individuo. In questo modo la tecnologia non solo aiuta a mantenere il livello attuale di integrità dell'uomo ma ci costringe a incrementare tale livello e ci fornisce la struttura sociale dalla quale iniziare. Essere liberi significa accettare le proprie responsabilità. Bronowski parla di "abitudine della verità" come viene applicata agli esperimenti scientifici. Si può dire che l'uomo contemporaneo in generale pratichi l'abitudine dell'ipocrisia: "Non esiste una dottrina pių degradante e più pericolosa dell'idea che possiamo sottrarci dalle responsabilità della società delegandole a una manciata di scienziati dotati di poteri magici. Oggi ciò che forgia e porta avanti il mondo è la scienza; qualsiasi uomo che rinuncia ad avere un interesse nella scienza sta camminando a occhi aperti verso la schiavitù
Il pubblico irresponsabile imparerà a essere responsabile quando diventerà il pubblico di se stesso attraverso la ricerca sinestetica di un expanded cinema e di uno scambio d'immagini. E così facendo scoprà la meta-etica scientifica. "Colui che pratica la scienza è costretto a crearsi una gamma essenziale di valori universali. La precisione della scienza fornisce un contesto per i nostri giudizi non scientifici". Per la sua stessa natura il cinema sinestetico riempirà il vuoto tra arte e scienza perchè l'arte di vivere creativamente deve diventare una scienza perchè la vita abbia un significato nell'Era della Cibernetica.