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Dal 18 gennaio al 7 marzo 2009 in mostra per la prima volta in Italia, al Museo di Palazzo Incontro, 127 artisti rappresentativi delle piu' importanti e arcaiche tribu'.
Si apre il 18 gennaio a Palazzo Incontro, in Via dei Prefetti 22, la grande mostra sui piu' importanti artisti aborigeni contemporanei australiani dal titolo "Australia Today".
Curata dalla National Gallery Firenze - presieduta da Marco Parri e con la direzione artistica di Luca Faccenda - la mostra propone per la prima volta in Italia l'arte degli artisti nativi del grande continente australiano come Rover Thomas, Clifford Possum, Judy Watson Napangardi e Nancy Nungurrayi. Ma da dove traggono la loro ispirazione? E che cosa e' il Tempo del Sogno a cui si rifà la tradizione aborigena?
"Il popolo degli aborigeni - spiega Faccenda - e' costituito da una moltitudine di tribu' o clan che vengono spinti al nomadismo dalla ricerca continua di cibo. Nel loro girovagare non portano con se' che pochissimi manufatti abbandonando gli oggetti di uso quotidiano piu' ingombranti ogni qualvolta si spostano dietro ai branchi di canguri o alla ricerca di emu. Le loro radici culturali, basate su leggende, giungono dalla notte dei tempi o meglio dal Tempo del Sogno: ovvero quel momento collocato prima dell'inizio dello scorrere del tempo che essi indicano con Tempo Antico, che precede il Tempo del Lontano Passato, e dunque molto distante, e poi il Lunghissimo Presente, l'oggi. Ricordiamo tuttavia che gli aborigeni non misurano il tempo neppure con lo scorrere delle stagioni".
Queste popolazioni, che non conoscono la scrittura, sono riuscite a tramandare tutto il bagaglio delle loro esperienze tramite le arti figurative. Ogni manufatto cela un significato esplicitato per simboli, spesso con un esteso significato esoterico, che ne impedisce, ai non iniziati, anche la piu' semplice lettura. Quella degli aborigeni e' un'arte prodotta usando strumenti rudimentali come dei semplici bastoncini di legno masticato o i capelli, usati come pennello per dipingere o per tirare le linee. La gamma cromatica, pur vastissima, e' ottenuta da pigmenti naturali, come le ocre o le argille di diverso colore, il carbone fossile per i neri e i succhi delle erbe e delle bacche selvatiche.
Le rappresentazioni hanno come supporto la corteccia di eucalipto, mentre la tela, o la carta riciclata, compaiono solo in tempi recenti. Oltre questo tutto cio' che si possa dipingere tra le cose che offre il deserto come le pietre, le grandi uova di emu e i rami secchi dell'eucalipto che il vento e il sole modellano in forme che ricordano gli animali come il serpente, l'iguana e la tartaruga.
"Abbiamo diviso in cinque parti principali - aggiunge Faccenda - questa straordinaria produzione artistica la cui provenienza abbraccia tutti gli stati del continente australiano. Il panorama completo diviso per tribu' sarebbe impossibile da comporre a causa del grande numero di popoli - ognuno con un proprio idioma - che vivono sparsi su milioni di chilometri quadrati".
Il Totemismo e' uno dei principali modi per avvicinare gruppi di individui che si considerano simili. Se gli Esseri Mitici raffigurati come totem e che giungono dal Tempo del Sogno non venissero celebrati, la natura cesserebbe di esistere: questo e' cio' che gli aborigeni credono. Gli uomini, cosi' come gli animali, le piante e tutti i fenomeni naturali come vento e pioggia giungono dalla stessa origine spirituale e sono in stretta dipendenza l'uno dall'altro: dunque se il compito dell'uomo e' quello di perpetuare il rito anche attraverso la rappresentazione totemica, quello della natura e' di prosperare offrendo doni indispensabili alla sopravvivenza.
Gli dei delle tribu' australiane vengono definiti come divinità celesti, in sostanza personificazioni mitiche del cielo attraverso le sue manifestazioni atmosferiche come l'arcobaleno e il fulmine. Inoltre la maggior parte degli Esseri Ancestrali, conclusa la propria opera creativa durante il Tempo del Sogno, si ritirarono in specifici luoghi del paesaggio dove lasciarono la loro traccia sotto forma di dipinti rupestri.
Catalogo a cura di Luca Faccenda e Marco Parri. Editore - National Gallery Firenze