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Herve' Constant (Francia/GB)
Bartolome' Ferrando (Spagna)
Gruppo Sinestetico (Italia)
High Heel Sisters (Sve/Nor/Dan)
Haruo Higuma (Giappone)
Melissa Lockwood (USA)
Raffaella Losapio (Italia)
Marie Losier (Francia/USA)
Ryo Maruyama (Giappone)
Catherine Meziat (Francia)
Taisuke Morishita (Giappone)
Dónal Ó¹Ce'illeachair (Irlanda/USA)
Roberto Rossini (Italia)
Enno Stahl (Germania)
Prilla Tania (Indonesia)
Moira Tierney (Irlanda/USA)
R.Valledor - A.Umil - M.M.Cruz (Filippine)
Marcelle Van Bemmel (Paesi Bassi)
Katrin Wölger (Austria)
Massimo Zanasi (Sardegna)
Zazalie Z. (Que'bec/Canada)
ArkaVideoFestival 2007 presenta opere di autori di varia provenienza
artistica che usano il video come mezzo specifico di espressione, sebbene in
modi diversi e con diverse autonomie di linguaggio: Videoarte, Videoteatro,
Videoanimazione, Video-poesia, Computer-art, Nuova Documentazione,
Videoperformance, programmi per Videoinstallazioni e Videoambienti.
Vengono percio' selezionati sia artisti giovani del mezzo elettronico ed
altri già conosciuti: un confronto per evidenziare alcune linee di
demarcazione già esistenti da tempo e nuove possibilità di ricerca
fondamentali, appunto, per una conoscenza critica e di orientamento.
Anche diverse ore di programmazione per presentare un campo cosi' vasto ed
eterogeneo sono preziose per analizzarne le linee essenziali: il Video, come
qualsiasi altra arte, ha davanti a se' il denominatore comune dell¹immagine
che tutti credono di tenere fermamente in pugno, mentre essa e'
contemporaneamente in molti luoghi, sempre contaminata ed interagente in un
rapporto variabile di spazio-tempo-luce.
Il Video da¹ spesso la sensazione che questa "immagine", anche quando e'
esattamente riprodotta dal mezzo elettronico, talvolta si nasconda, diventi
ambigua e sfuggente, sia quando e' lenta che quando corre velocemente e un
attimo dopo si trova semanticamente assai distante.
La tecnologia elettronica e' ormai presente quotidianamente, direttamente o
indirettamente, nella nostra vita come nell¹espressione creativa. Il
problema dell¹arte, semmai, e' la sua stessa forza poetica che non puo'
qualificarsi solo in quanto spettacolarità estetica, ma anche come
contenitore (come arca, appunto) di elementi della memoria collettiva, in
viaggio verso una concreta sperimentazione linguistica e antropologica.
Il Video forse ha ancora una maggiore libertà, puo' ricominciare sempre da
zero. Anche se esiste da circa quarant¹anni e' come se dovesse fare la sua
prima apparizione nella salaparto dell¹arte. Il bambino che nascerà e'
sempre esistito perche' il linguaggio video (e la videodocumentazione) si
pongono spesso come antitesi, provocazione, per innescare un contraddittorio
nella dialettica tra vecchio e nuovo: linguaggi, modi di operare, supporti,
strumenti, umori, ambienti, affetti, utopie.
Spazio Arka
via Tevere 47 - Assemini (CA)
Ore 21
Ingresso libero