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Ha ancora senso parlare di pittura e scultura?
E che posto occupano nel mondo dell'arte contemporanea di oggi?
Due domande intense, due provocazioni che Danilo Eccher, direttore del Museo MACRO di Roma, si pone e pone al pubblico. Domande a cui propone risposte nella mostra di Oliviero Rainaldi da lui curata ed allestita nelle Sale del Mappamondo e dell'Appartamento Barbo di Palazzo Venezia.
-I termini pittura e scultura," scrive Eccher nel testo critico in catalogo -ammesso che abbia alcun senso utilizzarli, sono stati attaccati e corrosi soprattutto in epoca moderna e contemporanea. Eppure, proprio in questo collasso identificativo si sono registrati alcuni degli episodi piu' sorprendenti delle ricerche attuali, proprio in questo vapore dissolutorio si sono manifestate invenzioni linguistiche dagli esiti interessanti.
Fra queste indagini si colloca anche la commovente poetica di Oliviero Rainaldi: commovente per quella sua incosciente spregiudicatezza linguistica che lo porta a correre lungo i bordi, a danzare sul baratro; commovente per quel profondo valore spirituale che gli consente di affrontare narrazioni impossibili. Da un punto di vista formale, l'opera di Oliviero Rainaldi si colloca incredibilmente in bilico fra pittura e scultura, fra figurazione e astrazione, fra la puntigliosita' della ricerca e l'indeterminatezza dell'emozione."
Dopo trent'anni d'intensa carriera espositiva in Italia e all'estero, di commissioni artistiche pubbliche, ecclesiastiche e private - la prima mostra di Oliviero Rainaldi e' del 1976 a Venezia - la Soprintendenza Speciale del Polo Museale dedica un'importante personale al Maestro Rainaldi presentando circa 60 opere: oltre a sculture in diverse materie quali il bronzo, il gesso, il marmo e la cera anche dipinti e disegni.
Si potranno vedere, insieme a vari lavori degli ultimi vent'anni (1986-2006), opere di grandi dimensioni del tutto inedite in cemento, vetro e marmo che sono state pensate appositamente per l'occasione.
La mostra e' accompagnata da un catalogo bilingue, italiano inglese, edito da Electa.