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Maurizio Borzi', Francesca De Rubeis, Ra Di Martino, Luca Francesconi, Tarin Gartner, Francesco Jodice, Lucia Leuci, Domenico Mangano, Andrea Mastrovito, Caterina Notte, Robert Pettena, Giuseppe Pietroniro, Chiara Pirito, Mariuccia Pisani, Luigi Presicce, Laura Pugno, Marinella Senatore, Donatella Spaziani, Barbara Tucci
L'edizione 2004 di Fuori Uso, curata da Luca Beatrice, e' dedicata al racconto.
Storytelling analizza un nuovo bisogno di narrazione presente nella giovane arte italiana attuale, evidenziando contesti, scenari e stili con i quali oggi non pochi artisti affrontano le forme del racconto ponendole al centro della propria poetica. Se gli anni '90 avevano dovuto affrontare il progressivo svuotamento ideologico, e dunque la perdita di idee guida, dedicandosi (non rifugiandosi o ripiegandosi) a storie mimetizzate, talvolta quasi indistinguibili, con l¹estetica ricorrente nei generi narrativi, per esempio lo snapshot fotografico, il cambiamento del presente si evidenzia fin dalla profonda diversità dello scenario. Dove prima la metropoli e la sua periferia rappresentavano la location ideale, il territorio prescelto per ogni genere di drammaturgia sulla scia caotica delle nuove megalopoli, ora, nell¹arte italiana, si manifesta un interesse per luoghi piu' appartati in cui lo spazio pro capite e' decisamente maggiore, i ritmi di vita meno alienanti e nevrotici e, di conseguenza, la natura torna a interpretare un ruolo piu' significativo nei rapporti con le persone. Ne consegue un deciso cambio di marcia dal punto di vista stilistico: negli anni '90 gli artisti che utilizzavano video e cinema optavano per un linguaggio sporco e contaminato, segnato dai rapporti con l'estetica del clip musicale in cui si alternava il mosso della camera a mano con ritocchi 'techno' in fase di postproduzione. L'attuale decentramento, l'interesse per realtà altre, la perdita di spettacolarità, hanno portato a uno stile molto piu' pulito fin dall¹eleganza e dalla cura messa nei movimenti di macchina, a una maggiore attenzione ai dialoghi e alla consequenzialità narrativa, a un lavoro accurato sui personaggi e sui loro caratteri.
Brevi film, video, fotografia sono gli strumenti piu' adatti a questa ritrovata 'ansia narrativa', ma neppure la pittura, che utilizza uno stile piano, antivirtuosistico, privo dei tipici trionfalismi del mezzo, ne viene risparmiata. Attraverso il lavoro di diciannove artisti italiani dell'ultima generazione le stanze del Ferrotel si animano di microracconti assai particolari e suggestivi.
Inaugurazione: sabato 26 giugno 2004, ore 18.30
Apertura: dal martedi' alla domenica, a partire dalle ore 17.00
Ferrotel
Corso Vittorio Emanuele II 257, 65100
Pescara