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L'ULTIMA PRODUZIONE ARTISTICA DELL'ESPLOSIVO GUIDO COLETTI :
LE SUE OPERE PRODOTTE UTILIZZANDO POLVERE PIRICA...
domenica 15 ore 11.00 la presentazione a Monfalcone (Go) con l'attrice Luisa Vermiglio, il critico d'arte Franco Savadori e la colonna sonora dei King Crimson.
Monfalcone (Go) - S'intitola PIRO/TENIA la nuova proposta della galleria Altern'Art di Monfalcone: dopo il successo della mostra fotografica di Elisa, proseguono le iniziative del nuovissimo spazio espositivo isontino. Dalla data del vernissage, domenica 15 febbraio alle 11.00, rimarrà esposta fino al 30 marzo l'ultima produzione di Guido Coletti.
La presentazione del critico Franco Savadori, sarà integrata da una lettura di poesie del Maestro fatta dell'attrice Luisa Vermiglio, mentre scorreranno su dvd le immagini dell'artista al lavoro con colonna sonora dei King Crimson (Energia, intensità, eclettismo...l'essenza dei King Crimson ma anche di Guido Coletti) secondo la filosofia polisensoriale di Altern'Art. Invito dunque esteso a tutti, in particolare a chi ama la contaminazione fra espressione artistica e 'poesia' dei sensi.....
'Polvere pirica per vedere oltre..... Lacerazione della materia, una ferita che illumina per un istante. Emozioni........' , 'L'occhio che ricerca deve entrare fra le ferite del quadro per leggere di infinitesimi.....'. Alcune parole soltanto per introdurre le opere di Coletti: oltre non si puo' dire, perche' la libera interpretazione e' la chiave di lettura piu' adatta. Come in tutte le opere d'arte, del resto. Ma questa, in particolare, lo esige. 'Piro/teni'a' e' il titolo dato dallo stesso Maestro alla mostra ... da 'neoteni'a' quella particolare caratteristica per cui i tratti del volto mantengono, nel passare degli anni, fattezze infantili e dunque una somatizzazione di un animo che tradisce ancora i sentimenti puri di un bambino. E tale e' rimasto Guido Coletti un artista puro, con l'entusiasmo e la curiosità che sono propri di un bambino... Simbolicamente la polvere pirica e' il seguito di un 'evento', che esplode, e poi deposita. La stratificazione prodotta dalle 'piaghe' sociali - politica, convenzione..... - che indurisce, ma anche la 'cenere personale' che deposita giorno dopo giorno in ognuno di noi facendoci perdere la dimensione della realtà, nasconde quello che c'e' sotto e cioe' la purezza primordiale: le opere di Coletti impongono di guardarci dentro, di indagare tra le ustioni-lacerazioni, per scoprire l'intimità. Andare dentro, ricercare, sia come luogo che come topos spirituale, senza indugiare, per appropriarsi di una nuova, ma anche antica etica.
Sin da giovanissimo Guido Coletti (nato ad Alnicco, Udine)... lavorava la materia dell'attività paterna, la pasta del pane, creando una infinità di forme. Poi, iniziando a creare i primi lavori (1964 abbandonando l'Università e dedicandosi completamente all'arte), ha sempre cercato di rendere visibili delle operazioni in atto, costituite dalla loro pregnante esistenza fisica e dal loro attraversamento nel tessuto socio-culturale. Ha esposto a Bankok, Caracas, Koblenza Milano Nancy New York, Parigi, Singapore, Strasburgo, Toronto, e in tante altre città italiane.
Il suo modo di operare e' sempre stato bivalente, fatto dal decostruire-costruire e attraversato dalla ri-utilizzazione, dal ri-farsi; termine quest'ultimo da intendere come 'rimettere, ovvero, porre ma in altre condizioni.' Intendendo, in tal senso, indagare, attraverso il segno, nella complessa realtà contemporanea che non puo' essere ricondotta ad un mero scontro di civiltà poiche' ha sicuramente basi certe nella materia. Tutto il suo lavoro, dunque, ha visibilizzato il linguaggio del 'materiale e dell'oggetto'. Cosi' e' il cemento per i 'MURI' (di Berlino 1964). I pezzi di motore ed il ferro per 'DOVE VAI MAN' (1967), i nastri adesivi per i 'PAESAGGI ORGANIZZATI' e con il PVC.
Attualmente lavora con le polveri piriche. E' l'utilizzo di un materiale che ha determinato la prima contaminazione dell'era contemporanea.
L'artista utilizza il carbone, lo zolfo e il salnitro sulle opere per meglio evidenziare una configurazione filosofeggiante sul preesistente. La polvere pirica - che fu scoperta in Cina e che veniva usata in primis come cosmetico - dimostra cosi' tutta la sua capacità 'estetizzante - contaminante', attraverso 'abbruciature' e violenze che evidenziano definitivi mutamenti socio-culturali. Gli eventi provocati dalle polveri piriche sono sotto il nostro sguardo, costantemente proposti attraverso reiterazioni mediali cosi' accelerate che svuotano di significato e di senso ogni dramma.
La mostra e' aperta al pubblico alla Galleria Altern'Art in vicolo Dessenibus (angolo via Bixio vicino hotel excelsior) a Monfalcone, ogni giovedi', venerdi' e sabato dalle 17.00 alle 19.30