PROGETTO 12
Diego Perrone realizzato da Piero Calignano
Pensare lo sbaglio con la coscienza dello sbaglio.
Riflettere su una situazione mentale. È molto che sono impegnato su quella che, più che chiamare percezione, definirei momento di fermo che altera la realtà. In questo caso mi piacerebbe stimolare un interesse sul percepire la Terra piatta. Sono convinto che si possa essere mossi da uno spirito di conoscenza verso questo problema anche essendo sicuri che la Terra è rotonda. Una conoscenza forse inversa, forse patologica, che va contro il principio di credenza, poiché non possiamo avere, come spettatori televisivi per esempio, certezza oggettiva (scienza) ma credenza ad una informazione.
È forse utopico pensare che la scoperta della luna sia avvenuta in uno studio cinematografico? Italo Calvino utopizzava per la Terra, in un suo libro Ti con zero, un tempo di cristallizzazione molto più vasto di quello reale, in modo tale che le molecole avessero avuto il tempo di ordinarsi perfettamente, il risultato sarebbe stato una enorme sfera di vetro. Credere che la Terra sia piatta e ferma è anche uno sforzo creativo non indifferente, quindi immaginare la fine del nostro pianeta, per il nostro tipo di conoscenza, è il baratro, il vuoto non possibile. Leopardi ci suggestiona sull'infinito, immaginandolo attraverso il limite percettivo della siepe di fronte a lui.
La realizzazione di questa suggestione può essere di ogni tipo (fotografia, video, oggetti, installazioni, pittura, disegno, ecc...) sono però attratto dall'aspetto non formale del lavoro, e in questo caso, dalla possibilità di generare una situazione di regressione storica e mentale. Il mezzo, dunque, non dovrebbe ostacolare la percezione di quanto è stato scritto sino ad ora, poiché è semplicemente quello più diretto possibile e adatto alla circostanza.