torna alla home page

 :



WIDE CITY, MILANO, 1998
C'e' una torre a Milano chiamata Velasca intorno alla quale ruota la citta'. E' alta piu' di venti piani e s'innalza sulle case attorno come un fungo protettivo. B.B.P.R. l'hanno disegnata dopo la guerra e rimane l'architettura milanese che meglio rappresenta questo secolo.
E' cos" che il progetto ruota intorno ad essa o meglio ad un suo modello che, posto al centro della mostra, distribuiva cio' che vi abita all'interno. E' una cartina di Milano come quelle che si trovano negli uffici turistici della citta', come quelle stampate dalla Di Lauro (anche questa lo e'), tirata a 23.000 copie e distribuita anch'essa nei suddetti uffici.
Ma c'e' un elemento che la differenzia dalle altre, non di carattere cartografico, ma informativo: contiene una lista di circa 500 indirizzi di attivita' straniere operanti a Milano, affiancati dalle coordinate che ne individuano la posizione.
Sono le attivita' che piu' o meno ufficialmente si sono sviluppate negli ultimi quindici anni attorno alla torre: consolati, centri culturali, ristoranti, noleggio video, istituti, associazioni, negozi di cosmesi, dischi, alimentari e abbigliamento, sedi di comunita', templi religiosi e take-away. Ognuno, individualmente, secondo i propri interessi e desideri, puo' intraprendere un proprio percorso e visitare, frequentare e utilizzare tali indirizzi.
Ma un altro itinerario, piu' mirato, e' stato organizzato a fine mostra per quattro mercoled" di aprile: un'introduzione all'attivita' dei diversi centri culturali stranieri a Milano. Arrivati l", a piedi o con un mezzo pubblico messo a disposizione dell'ATM, un rappresentante ci introduceva sulle loro attivita', sui perche', sulle relazioni che con il loro operare intrattengono con la loro e le altre comunita'.
Ognuno poteva iscriversi all'itinerario visitando la mostra, dove se ne aveva un assaggio: accompagnati da una colonna sonora registrata nei mercati domenicali extracomunitari e per le vie cittadine, i visitatori trovavano su dei tavoli, centro per centro, le informazioni da loro stampate sulle diverse attivita' che organizzano per la propria comunita' e per gli altri. Volantini, riviste, brochure e libri a disposizione del pubblico. In mezzo a questi, biglietti da visita e informazioni sulle attivita' commerciali presenti in citta'.
Al di la' dei tavoli attraverso le grosse vetrate che fanno da muri dello spazio espositivo si vedeva il passaggio a volte tranquillo, a volte nevrotico delle persone che attraversano la piazza sottostante, il sagrato del Duomo. Un tableau vivant, un paesaggio urbano in tempo reale, attimi di vita quotidiana osservati attraverso uno schermo trasparente su cui non e' proiettato niente e che anzi proietta esso stesso una realta' immediata.*

* (Luca Vitone, Wide City, catalogo mostra, Progetto Giovani, Milano 1999)