|
|
ZAGAROLO - GALLICANO - S. CESAREO - ZAGAROLO
28 AGOSTO - 18 SETTEMBRE 1998
Organizzare in un certo posto un percorso (con pullman e guida turistica che illustra i luoghi) attraverso zone periferiche fuori dagli usuali circuiti turistici. Studiare dettagliatamente le caratteristiche dei luoghi per i quali si passa.
Quando e' stata fatta la strada, chi e' l'architetto che ha progettato il palazzo, chi vi ha vissuto, per che cosa e' stato usato quel determinato locale, cosa
e' successo di rilevante (fatti di cronaca, o eventi statisticamente interessanti) e che cosa sta succedendo attualmente in tali luoghi. Trattare il luogo e organizzare la visita turistica con le stesse modalita' usate per visitare e illustrare i luoghi monumentali (1997).
Ho realizzato questo progetto per la mostra Stradarolo '98 - arte e spettacolo sulle vie dei pendolari (18-19-20 settembre 1998) che si e' svolta in diversi siti a Genazzano e Zagarolo (Roma), sul percorso stradale fra i due paesi (e paesi limitrofi), nonche' sugli autobus di linea Cotral lungo lo stesso percorso.
Il mio intervento si e' svolto su alcuni degli autobus ed e' consistito in una guida a 13 luoghi "qualunque" individuati lungo il tratto Zagarolo-Gallicano-San Cesareo-Zagarolo, con le relative storie, tratte da racconti di numerose persone
del posto, senza la cui collaborazione questo progetto non si sarebbe attuato.
La disponibilita' delle persone che ho incontrato - fra il 28 agosto e il 18 settembre 1998 - non si e' manifestata soltanto nel raccontarmi cio' di cui erano a conoscenza, ma anche nell'indicarmi altre persone che, su qualche argomento specifico, fossero ritenute a loro volta piu' "competenti", ovvero in possesso di conoscenze (possesso di dati, ricordi personali, storie raccontate da altri ecc.)
non altrimenti accessibili.
Le conoscenze individuali qualunque, e il percorso "a diramazione" (fra una certa persona e un'altra indicata dalla prima perche' "ne sa di piu'", e cos" via) nella ricostruzione di storie e avvenimenti, sono, a mio avviso e nella mia esperienza, i temi di questo lavoro.
Luoghi individuati (e storie relative): Il tunnel di via del Formale; Il campo sportivo e la squadra di pallavolo; Il depuratore inattivo; Il deposito di materiale bellico; L'incrocio della pompa abbandonata; Il pratino conviviale; I soprannomi dei buccalitti; Il meccanico contestato; S. Cesareo comune!; Il ripostiglio
di Augusto; Il bosco dell'amore e dell'ergastolano; I tordi matti.
I soprannomi dei "Buccalitti"
Non e' chiaro il motivo, ma gli abitanti di Zagarolo chiamano quelli di Gallicano "Buccalitti" (derivazione da boccale, o da boccone? Quindi o legato al bere, o
al mangiare, o alla credulita'). Peraltro, a Gallicano qualcuno mi ha detto che
i gallicanesi restituiscono agli zagarolesi il medesimo soprannome, appena mutato in "Buccaletti".
A Gallicano, comunque, fra loro si chiamano tutti con un qualche soprannome. Al Bar dello Sport, noto in paese come il bar di Boccio e Pisello (i soprannomi dei
due gestori soci in affari), la moglie di Boccio mi ha detto che e' normale chiamarsi con il soprannome e che sul quaderno dei crediti dove lei segna le consumazioni di chi non paga l" per l", tutti sono indicati con il soprannome. C'e' "fontana", "gabbiano", "giulie'tt", svazzer", gargiulo, pollarino, bellapalla, ecc. (ma nella zona il soprannome considerato piu' curioso e' dello zagarolese Lorenzino "cazzubenignu").
I soprannomi dei padri ricadono sui figli. I due figli della signora del bar si chiamano Boccetto e Boccetta (sono i figli di Boccio). Il bar a poca distanza, Bar della Piazza o da Tonino e' piu' noto come il bar di Mozzo' perche' il barista - all'epoca compagno di scuola della moglie di Boccio - si mangiava le unghie.
Un altro bar, aperto da poco da qualcuno che viene da fuori, e' privo di soprannomi.
Anche il panettiere sulla strada principale di Gallicano e' noto come Boccio.
| |