|
di Luca Scarlini Questa collezione di brani tratti da romanzi e racconti della cosidetta "generazione postmoderna" che ha radicalmente innovato la letteratura americana negli anni '60 e '70 si riferisce a luoghi caratterizzati da un segno ossessivamente ricorrente: la duplicita' e l'ambiguita'. Tutti gli ambienti quotidiani di un American way of life ormai in via di sgretolamento divengono infatti portatori di ansie e inquietudini difficilmente risolvibili, come se i pacifici quadretti familiari di Norman Rockwell venissero improvvisamente attraversati da onde di energia negativa che ne mettessero a repentaglio per sempre l'ordine e venissero abitati dalle presenze fanatasmatiche delle sculture iperrealiste di Duane Hanson. Stanley Elkin nel programmatico e lacerante romanzo urbanistico Il condominio descrive l'influenza negativa che il non-luogo condominiale assume sulla vita del protagonista fino al tragico e grottesco epilogo, mentre Thomas Pynchon declina le patologie sistematiche della sua universale teoria del complotto in ambientazioni claustrofobiche e funeste che non possono che determinare una prevedibile Entropia (come recita il titolo del suo racconto piu' famoso, tratto dalla raccolta retrospettiva Un lento apprendistato). Richard Brautigan ambienta il suo L'aborto una storia romantica in una biblioteca immaginaria dove vengono depositati i libri che nessuno leggera' che possiede tutte le piu' perfide caratteristiche di un labirinto (esistenziale e architettonico) senza uscita e per concludere Donald Barthelme in Atti innaturali, pratiche innominabili e ne Il padre morto gioca con le immagini ambientali fino a far coincidere l'ingombrante figura psicanalitica del padre morto con un enorme, grottesco e osceno corpo-quartiere che racchiude senza pieta' un intero isolato di esistenze e azioni. Un catalogo quindi di immagini di autore connesse da una continuita' icografica, talvolta addirittura legate alle discussioni coeve sulle vivibilita' dell'urbanistica, ma soprattutto sempre e comunque nel cuore di una convincente definizione di nonluoghi in cui va in scena una ineluttabile catena di non-esistenze. |