Fra Milano e Parigi, da un trentennio e oltre
è la personalità che ha saputo meglio transustanziare la
geometria in metafisica e l'oggetto in presenza.
Nei suoi teatri grandi microscopici, fatti di pittura
e di assemblage, si incontrano alchimia e quadri antichi, surrealismo e
divertimento, memoria e invenzione,oro e polvere.
Studia pittura all'Accademia di Belle Arti di Napoli, e nel 1958 fonda
(insieme a Biasi,
Di Bello, Fergola, Luca e Persico) il "Gruppo 58"
e la rivista "Documento Sud", prime espressioni autenticamente
d'avanguardia a Napoli e nel Meridione d'Italia. Nel 1963, poi, si trasferisce
a Parigi, per conoscere "dal vivo" i protagonisti delle avanguardie
storiche, Dada, Metafisica e Surrealismo. Realizza alcune opere pubbliche
in Francia, fra cui la decorazione del muro perimetrale del cantiere del
Centre Georges Pompidou (200 ¥ 3 metri).
Nel 1980 rientra in Italia, dipinge e insegna per dieci anni all'Accademia
di Brera a Milano (1983-1993), collaborando anche con la Olivetti (successivamente
con la Renault) per progettazioni grafiche speciali e realizzando alcune
scenografie teatrali. Perché l'arte, dal suo punto di vista, è
una e non può essere troppo artificiosamente sezionata e scomposta
in generi e speci.
Fra le mostre principali: Galleria Schwarz, Milano, 1960; XIII Triennale
di Milano, 1964; Palais des Beaux-Arts, Bruxelles, 1970; Museum am Ostwall,
Stoccolma, 1972; Padiglione d'Arte Contemporanea, Ferrara, 1982; Centro
Renault, Roma, 1988; Giò Marconi, Milano, 1995; Galleria Arte '92,
Milano, 1996; Galleria Vinciana, Milano, 1997.
E Absolut? Se si presta attenzione, si noterà che fra compassi e
goniometri, birilli metafisici e stelle di carton gesso, al fondo di una
prospettiva rinascimentale ha fatto la sua comparsa l'inconfondibile bottiglia,
ultima nata nella Wunderkammer di Lucio
Del Pezzo.