Lucio DelPezzo

(Napoli,1933)


Fra Milano e Parigi, da un trentennio e oltre è la personalità che ha saputo meglio transustanziare la geometria in metafisica e l'oggetto in presenza. Nei suoi teatri grandi microscopici, fatti di pittura e di assemblage, si incontrano alchimia e quadri antichi, surrealismo e divertimento, memoria e invenzione,oro e polvere.

Studia pittura all'Accademia di Belle Arti di Napoli, e nel 1958 fonda (insieme a Biasi, Di Bello, Fergola, Luca e Persico) il "Gruppo 58" e la rivista "Documento Sud", prime espressioni autenticamente d'avanguardia a Napoli e nel Meridione d'Italia. Nel 1963, poi, si trasferisce a Parigi, per conoscere "dal vivo" i protagonisti delle avanguardie storiche, Dada, Metafisica e Surrealismo. Realizza alcune opere pubbliche in Francia, fra cui la decorazione del muro perimetrale del cantiere del Centre Georges Pompidou (200 ¥ 3 metri).

Nel 1980 rientra in Italia, dipinge e insegna per dieci anni all'Accademia di Brera a Milano (1983-1993), collaborando anche con la Olivetti (successivamente con la Renault) per progettazioni grafiche speciali e realizzando alcune scenografie teatrali. Perché l'arte, dal suo punto di vista, è una e non può essere troppo artificiosamente sezionata e scomposta in generi e speci.

Fra le mostre principali: Galleria Schwarz, Milano, 1960; XIII Triennale di Milano, 1964; Palais des Beaux-Arts, Bruxelles, 1970; Museum am Ostwall, Stoccolma, 1972; Padiglione d'Arte Contemporanea, Ferrara, 1982; Centro Renault, Roma, 1988; Giò Marconi, Milano, 1995; Galleria Arte '92, Milano, 1996; Galleria Vinciana, Milano, 1997.

E Absolut? Se si presta attenzione, si noterà che fra compassi e goniometri, birilli metafisici e stelle di carton gesso, al fondo di una prospettiva rinascimentale ha fatto la sua comparsa l'inconfondibile bottiglia, ultima nata nella Wunderkammer di Lucio Del Pezzo.